A Trapani a Ferragosto non si fa il bagno al mare. Una leggenda narra ci siano gli spiriti.

“Non fare il bagno a Ferragosto!” Chissà quante volte avete sentito questa frase a cui non sapete dare una spiegazione. Per quale motivo con il caldo di Ferragosto non si dovrebbe fare il bagno a mare?
Per rispondere a questa domanda bisogna prima analizzare quello che accade a Trapani  in questi giorni. Chiunque passi da Trapani la prima metà del mese di agosto non può non vedere che all’alba tutte le strade della provincia si riempiono di fedeli in pellegrinaggio verso il Santuario Madonna di Trapani. I viaggi si intensificano dopo il 7 agosto, festa di Sant’Alberto, e ancora di più man mano che ci si avvicina al 15, ultimo giorno della quindicina e vigilia della grande Festa del 16. Il culmine dei festeggiamenti sono, i quattro giorni dal 13 al 16. In passato, proprio in questi giorni, davanti alla cappella della Madonna si assisteva alla tirata del velo che copriva l’immagine sacra, anzi dei veli, che infatti erano sette. Il momento era aspettato con ansia da coloro che erano stati incarcerati per debiti, e che per l’occasione venivano scarcerati. Ma tra chi assisteva al rito c’erano anche degli indemoniati, spiritati, ossessi, energumeni, che al momento della scopertura dovevano gridare “Viva Maria SS. di Trapani!”. Si può facilmente immaginare che il gridare per loro risultasse difficile e penoso, se non impossibile, e allora i presenti, congiunti, amici, sacerdoti, cominciavano a urlare in coro “Viva Maria SS. di Trapani”, e, tirando i capelli delle povere anime, le aiutavano in quello sforzo sovraumano. I poveretti finivano così per pronunciare anche loro le fatidiche parole e in quel momento terribile tutti i presenti serravano la bocca avvicinandovi immagini sacre perché i demoni, abbandonando il corpo dello spiritato, avrebbero tentato di rientrare immediatamente negli altri presenti.

“Antonio Caradonna figlio di Vito, e di Giovanna Caradonna, Spiritato con tanto spavento, essendo così oppresso che non poteva in alcun modo chetarsi, fu menato dentro la Cappella della nostra Signora, e quivi dopo molto romore, e grandissimo strido a suo mal grado uscì del corpo di quel giovane il maligno Spirito in forma di Scaravazzo, come viddero, e testificarono con la madre quei, che vi furono presenti, e questo fu l’anno 1603 11 d’Agosto”

Passato quel momento drammatico, le entità demoniache cominciavano a vagare e, forse per sfuggire alla canicola o forse perché avevano più possibilità di trovare facili prede, andavano a mare dove entrando “dalla bocca o da qualsiasi altro buco” si impossessavano di altri sprovveduti che dovevano aspettare l’anno successivo per liberarsi dal male, rimettendo così in circolazione gli spiriti malvagi. Al giorno d’oggi, l’usanza è pressoché scomparsa, ma attorno al Santuario dell’Annunziata in questo periodo si incontrano persone strane, streghe, sciamani, ossessi, persone che sperano in un miracolo o spiriti irrequieti.

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