Alla scoperta del Monastero bizantino di Santo Stefano di Mèlia.

Giunti al lago Fanàco, in territorio di Castronovo di Sicilia, é impossibile non accorgersi di un imponente caseggiato posto su di un solatio colle, conosciuto come Masseria di Melià.

In realtà, per molti storici, è quello che resta dell’ antico monastero “Basiliano” di S. Stefano di Mèlia, (Mèlia, abbreviazione di Monealias ed avrebbe lo stesso significato di Monotheos, cioè un solo Dio, risalente al periodo Bizantino. 

La sensazione immediata è quella di trovarsi in luogo di meditazione, dove si percepisce una forte presenza di Dio, che ha illuminato quei frati, nel V° secolo, a porre la prima pietra per la costruzione del loro cenobio. Il silenzio è interrotto dai campanacci delle vacche che a mucchio assaporano i lauti pascoli della Mèlia, e se non fosse per quel suono che non li rende immobili, sembrerebbero finte. Il vento aleggia ed accarezza il viso trasportando tutto intorno l’odore di fieno e della prima erba primaverile. La vista è abbellita dalla possente distesa del lago Fanàco e della luminosa campagna verde, mentre i polmoni si riempiono di un’invitante aria che spinge alla meditazione e alla contemplazione. Sembra pure difficile poter parlare o esprimere un concetto, in quanto la vista del meraviglioso scenario, rende il tutto superfluo.

Il complesso monumentale si presenta compatto, di forma rettangolare con un significativo arco che immette di colpo all’interno di un grande baglio. La sua conformazione richiama le antiche fortificazioni rurali, anche se si distinguono da queste per la sproporzionata altezza. Esternamente la fabbrica si presenta abbastanza solida ad eccezione della parte nord-est, la quale in parte è distrutta.

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