Bonello e la monaca triste. La leggenda dei due fantasmi che infestano il castello medievale di Caccamo.

Castello di Caccamo

A dominare la vallata del fiume San Leonardo, si erige il Castello di Caccamo, simbolo del borgo ononimo, e uno dei più grandi, affascinanti e meglio conservati di tutta l’isola siciliana. All’inizio nacque come fortezza, verso il 480 a.C., mentre il primo proprietario si dice fu Matteo Bonello, intorno alla metà del XII secolo, acerrimo nemico del re Guglielmo I detto il Malo. Si dice che Bonello assassinò il consigliere del re, nascondendosi nel castello. Quando il re lo scoprì, fu catturato e torturato in una maniera atroce: gli vennero cavati gli occhi e recisi i tendini dei talloni e venne rinchiuso in una delle tue torri. Infatti si dice che il fantasma di Bonello si aggiri ancora per il castello di Caccamo in cerca di pace; alcuni lo descrivono come vestito con pantaloni e giacca di cuoio, che si muove lentamente con il volto sfigurato. Ma il suo fantasma non è l’unico che si aggira nel castello: si dice che ci sia anche quello di una giovane monaca, figlia di uno dei tanti signori del castello. Si dice che la donna fosse innamorata di un soldato, ma il padre contrastava il loro amore: così uccise il giovane e rinchiuse la figlia in un convento, che per il dolore, morì subito dopo. Raccontano che il suo fantasma vaghi per le sale del castello e che nelle notti di luna piena, a mezzanotte, si manifesti vestita di bianco, donando a chi la vede un melograno: se la persona riuscirà a mangiarlo senza far cadere nemmeno un chicco, troverà un magnifico tesoro, altrimenti sarà condannata per l’eternità, proprio come lei.

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