Buseto: il caso del macaco

Macaco a Buseto

Macaco a Buseto

La Lega antivivisezione (LAV) e The Jane Goodall Institute Italia chiedono un’idonea sistemazione per il macaco che da anni vive in una gabbia nella villa comunale di Buseto Palizzolo.

In seguito alla richiesta di verifica inoltrata dalla LAV, infatti, il Sindaco di Buseto è stato segnalato dal Corpo Forestale dello Stato alle autorità competenti per violazione delle norme Cites e detenzione di animale pericoloso per la salute e l’incolumità pubblica.

“Nonostante non siano stati rilevati segni fisici evidenti di sofferenza, però, le condizioni di detenzione in cui versa l’animale sono inadeguate alle sue caratteristiche etologiche – dichiara Nadia Masutti, responsabile nazionale LAV, settore Esotici e Zoo – La struttura in cui è detenuto l’animale, poi, non può considerarsi “zoo”, e quindi non rientra nella fattispecie normativa di cui al DLgs 73/2005. La mancata osservanza della disciplina citata configura in se stessa un’illecita detenzione che danneggia gravemente il benessere dell’animale coinvolto, che ricordiamo oggi essere tutelato penalmente dalla legge 189 del 2004, e che come più volte ribadito dalla Cassazione, deve essere inteso come benessere sia fisico che psicofisico”.

L’animale, probabilmente un macaco della specie Macaca silvana, è detenuto, sembra da oltre 25 anni (come riportano alcuni articoli di stampa), in una struttura di cemento recintata, caratterizzata da un piccolo riparo e da un fondo di privo di arricchimento ambientale, all’interno del quale non sono visibili contenitori per cibo e acqua.

Per questo motivo LAV e The Jane Goodall Institute Italia hanno chiesto che sia previsto un programma a lungo termine di arricchimento ambientale e relazionale, che contribuisca a migliorare il benessere psico-fisico dell’animale.

“Qualora questo non potesse essere garantito in tempi brevi, mettiamo le nostre competenze a disposizione per cercare una sistemazione idonea per l’animale, riservandoci parallelamente con il nostro Ufficio Legale la possibilità di intraprendere ulteriori azioni legali ad immediata tutela dell’animale”, conclude Nadia Masutti.

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