La prima coltivazione di caffè in Italia è Made in Sicily. L’incredibile vittoria di due agricoltori Palermitani.

La sfida impossibile di realizzare una filiera del caffè al 100% italiana, dalla pianta alla tazzina sta per diventare realtà.

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È l’incredibile risultato di una coltivazione sperimentale in serra di caffè arabica: il primo caffè totalmente siciliano e biologico è nato a Terrasini nell’Azienda Bio “L’orto di nonno Nino” dei fratelli Rosolino e Benedetto Palazzolo.

“La nostra è un’azienda che da ormai dieci anni produce frutti esotici in serra. Avevamo anche alcune piante di caffè per motivi ornamentali che però non producevano frutti a causa del clima locale, troppo freddo d’inverno. Tutti mi dicevano che era impossibile coltivare caffè in Sicilia e io ho deciso di provare a tutti che si sbagliavano”.

Non è stato semplice sperimentare la coltura del Caffè in Sicilia. La pianta del Caffè ha bisogno di un clima caldo e umido. Per certi versi la Sicilia potrebbe anche andare bene; c’è, però, un problema: l’inverno, nell’Isola, non permettere la maturazione dei frutti. Da qui l’idea di provare la coltura del Caffè in serra, controllando la temperatura e l’umidità.

La coltivazione del caffè, che necessita di quattro anni prima di entrare a regime, sarà impiantata in serra accanto ai bananeti.

“Nel loro habitat, le piante di caffè più produttive sono quelle che crescono all’ombra dei banani – spiega l’agricoltore – Abbiamo voluto ricreare quelle condizioni. Le nostre coffea hanno risposto bene e questo ci incoraggia, significa che abbiamo preso la strada giusta”.

Coraggio, sperimentazione e totale rispetto della natura e dell’ambiente. Sono questi i segreti del futuro dell’economia agricola siciliana che a Terrasini è già il presente.

I primi tentativi di coltivazione agli inizi del ‘900

Proprio a Palermo nei primi del ‘900 nei giardini dell’Orto Botanico, così come riporta il Bullettino della R. Società Toscana di Orticultura del 1912, il sogno di un caffè mediterraneo stava per realizzarsi quando un inverno rigido distrusse la piantagione, facendo prevalere la ragion d’essere dell’habitat con l’incontrovertibile evidenza che al di sopra del Tropico del Cancro la pianta di caffè non può essere produttiva. Un secolo dopo, a pochi chilometri da Palermo, nella campagna di Terrasini, i fratelli Palazzolo de l’Orto di Nonno Nino, agricoltori specializzati nella coltivazione di frutti esotici in biologico, e Isidoro Stellino, quinta generazione di una famiglia di torrefattori alcamesi e anche pignolo chocolate maker, arrivano a mettere le basi di un progetto commerciale che lascia pregustare il primato.

Un caffè raro e di nicchia.

Processi di lavorazione 

“Partiamo dalla raccolta manuale, metodo picked coffee, con più passaggi per scegliere di volta in volta le bacche mature, procediamo con fermentazione con metodo honey, che in futuro faremo in barrique usate dove è stato affinato il vino, per ottenere dolcezza, complessità aromatica e acidità ben bilanciata. Proseguiamo con l’essiccazione al sole anche se a questo stadio stiamo testando essiccatori a temperatura costante di 45 gradi. Passaggi di una lavorazione attenta che preserva le proprietà del caffè grezzo. E poi c’è la sapienza della tostatura ad assicurarci la qualità sopraffina del caffè”. 

L’entusiasmo e la sicurezza de Chocolate maker Stellino suonano come garanzia di riuscita.

Per commercializzare il caffè made in Sicily si dovrà aspettare ancora un po’ di tempo e non sarà l’unica chicca di questa avventura, per la gioia degli irriducibili dell’ora del tè e dei salutisti. Perché con gli scarti della lavorazione del caffè, Stellino metterà in commercio altri due prodotti, anch’essi poco diffusi e consigliati come toccasana per le innumerevoli proprietà, in primis quelle antiossidanti: il coffee tea fatto con la cascara essiccata, cioè la buccia della ciliegia di caffè e la tisana di pergamino, una delle pellicole che avvolgono il chicco. CLICCA QUI E SEGUICI SU FACEBOOK.

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