Erice. 114 scienziati per la 52esima edizione dei Seminari internazionali sulle emergenze planetarie.

E’ in corso da ieri, al centro di cultura scientifica “Ettore Majorana” di Erice, la  52esima edizione dei seminari internazionali sulle emergenze planetarie.

A discuterne, 114 scienziati provenienti da tutto il mondo, diretti del professor Antonino Zichichi, fondatore dell’organizzazione nel 1962. Il convegno è un’occasione per riportare al centro dell’attenzione il dibattito scientifico sull’acqua, l’energia, i cambiamenti climatici e la cultura. Temi  troppo spesso ingabbiati da una volontà politica miope, come suggerisce lo scienziato.
«Se davvero vivessimo nell’era della scienza, le emergenze planetarie sarebbero al centro dell’attenzione – spiega il professore Zichichi. Nel corso dei nostri seminari ne abbiamo individuate 72, divise in 15 classi. Si tratta di problemi che dal punto di vista della tecnologia moderna potrebbero essere affrontati. Non è che non si sappia cosa fare. La realtà, purtroppo, è che l’opinione pubblica è interessata ad altre cose».<br>Il centro del professor Zichichi è stato il primo polo scientifico a porre le emergenze planetarie al centro della propria riflessione, che non si basa soltanto sull’individuazione e la discussione dei problemi, ma anche sulla costruzione di modelli scientifici rigorosi per la loro soluzione. Un esempio? «Abbiamo dimostrato che la desertificazione può essere arrestata. Possiamo fermare l’avanzata dei deserti – dice ancora il professore –. In Cina è stato realizzato un progetto che ha bloccato l’espansione di della desertificazione. Ma abbiamo pubblicato i risultati di molti altri progetti, si parla di 50 volumi in dieci anni. Purtroppo queste cose non sono note al grande pubblico. La cultura in cui viviamo non è al passo con le grandi conquiste della Scienza. Che vengono semplicemente ignorate. La cultura moderna non si occupa di scienza ed è orientata da persone ignoranti».
Per questo la spinta prodotta dall’ecologia integrale di Papa Francesco con la Laudato si’ potrebbe contribuire a una svolta decisiva, favorendo un cambio di passo e agevolando l’attuazione pratica dei molti progetti finora realizzati. «Il Pontefice, in fondo, ha dato seguito a istanze già anticipate da un suo predecessore, Giovanni Paolo II – conclude Zichichi –. La cultura moderna confonde la scienza con la tecnica, che rappresenta soltanto l’uso delle conquiste scientifiche. La scienza non è pro o contro qualcosa, è semplicemente la lettura del “libro della natura”. E’ la volontà politica a piegarla a indirizzarla a suo piacimento riducendola a mera tecnica secondo i propri interessi».

Prof. Antonino Zichichi
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