Frutta Martorana: i dolcetti che i morti portano ai bambini siciliani.

E’ tradizione in Sicilia, nel giorno dei morti, preparare per i bambini dei cesti pieni di dolciumi: frutta martorana, castagne, caramelle, cioccolata e pupi di zucchero. In origine, nell’isola, la festa dei morti era l’equivalente del Natale di oggi. Secondo un’antichissima usanza, nella notte tra l’uno e il due novembre, sono le anime dei cari defunti, a portare ai bambini siciliani, i cesti pieni di dolciumi, e non il più moderno e commerciale Babbo Natale.

La frutta di Martorana è il dolce per eccellenza della tradizione dolciaria siciliana. Fatta di pasta di mandorle finemente modellata e colorata in modo da imitare alla perfezione frutti e ortaggi in scala ridotta, la frutta di Martorana fu inventata certamente dalle monache del Monastero della Martorana, fondato a Palermo dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194. Epoca e modalità della dolce invenzione sono lasciate alla leggenda. Si racconta che le orgogliose monache crearono queste piccole opere d’arte culinaria per la prima volta nel Basso Medioevo, nell’ambito dei preparativi per la visita dell’arcivescovo (o dell’imperatore Carlo V nel 1535, stando a un’altra versione), per sostituire con esse i frutti ormai raccolti dagli alberi del loro giardino – che era famoso per essere splendido e florido – e sbalordire l’illustre ospite.
Quale che sia la verità, la frutta di Martorana è riuscita ad attraversare indenne 500 anni di storia forte della sua capacità di meravigliare la vista tanto quanto deliziare il palato ed è oggi il dolce che, più di ogni altro, riempie e rallegra coi suoi colori vivaci le vetrine di ogni pasticceria siciliana nel periodo della Festa dei Morti del 2 novembre.

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