Frutti dimenticati dal sapore delizioso: il CORBEZZOLO siciliano.

I corbezzoli, sono i piccoli frutti rossi di una bella pianta arbustiva sempre verde (arbutus unedo) della famiglia delle Ericacee, diffusissima in Sicilia e in tutte le regioni a clima mediterraneo.

L’albero di corbezzolo o arbutus unedo, è originario della zona mediterranea occidentale. Di norma la pianta, raggiunge dimensioni variabili da 1 a 6 metri d’altezza, a volte però riesce anche a raggiungere i 10 metri, ha il tronco robusto e corto color bruno-rossastro ed è molto ramificato. Predilige i terreni leggermente acidi ed invece mal sopporta i terreni ricchi di calcare. Si adatta sorprendentemente alle zone colpite da incendi, dopo il passaggio del fuoco riesce infatti ad emettere rapidamente dei polloni vitali che favoriscono sua crescita. Ama molto il sole ed un clima temperato, lontano dai venti freddi e può resistere in periodi di siccità, è per questo una pianta tipica del sud, in modo particolare del bacino occidentale. La sua diffusione è dovuta soprattutto alla mano dell’uomo che ha scelto di coltivarlo per i suoi frutti dal sapore particolare e per il suo essere oltre che utile anche decorativo. Si presenta particolarmente variopinto, grazie alla sua capacità di ospitare foglie, fiori e frutti contemporaneamente. I corbezzoli si presentano come bacche sferiche del diametro di circa 2 cm ricoperte da una spessa scorza formata da granuli, maturano in autunno, dopo un anno dalla fioritura, solo allora si presentano di colore rosso scuro, morbidi al tatto e con la polpa carnosa, sino a quel momento presenteranno colori variabili con tonalità dal verde all’arancio.
I frutti maturi ed immaturi convivono con i fiori, dal colore biancastro, a forma di campanella e tutti riuniti in mazzetti da 15 o 20, e  le foglie, lunghe fino a 10 o 12 cm di un verde vivo molto lucido.

Come detto, il corbezzolo è sempreverde e risulta caratteristico della macchia mediterranea, è conosciuto come “albatro” e lascia il posto a foglie dall’azione astringente, diuretica e antisettica perché particolarmente ricche di principi attivi.

Durante il Risorgimento venne elogiato per i suoi colori che, in autunno, rimandavano alla bandiera italiana, verde (foglie), bianca (fiori) e rossa (frutti), e dunque considerato l’albero rappresentante dell’unità nazionale, qualche secolo dopo Giovanni Pascoli gli dedicò addirittura un’ode ‘Al Corbezzolo’ per cantarne le sue speciali caratteristiche.

Questo arbusto sempreverde produce una bacca di piccole dimensioni con polpa soda e sapore acidulo, che matura nel tardo autunno ed è utilizzata per realizzare marmellate, salse, canditi e altri prodotti da conservare. Se fermentati adeguatamente, i corbezzoli possono produrre una sorta di vino e un particolare aceto da esso ricavato. I frutti, i fiori e le foglie, inoltre, hanno proprietà antisettiche, antireumatiche e antinfiammatorie.

I frutti del corbezzolo contengono un alcaloide, che se ingerito in quantità produce un senso di ubriachezza e vertigine. Una caratteristica conosciuta già nell’antichità, infatti Plinio il Vecchio assegnò alla pianta il nome unedo (ne mangio solo uno).

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