Granita e ‘brioscia’: inscindibile binomio della colazione made in Sicily.

Altro che cappuccino e cornetto: in Sicilia la colazione estiva per eccellenza è “a granita câ brioscia”, cioè granita e brioche, praticamente un binomio inscindibile. Non una semplice abitudine, ma una vera e propria istituzione che permette di iniziare la giornata con dolcezza e freschezza.
La granita è un dolce freddo realizzato con un composto di acqua, zucchero e frutta che viene ghiacciato lentamente, ma mai completamente, e continuamente mescolato, per ottenere una consistenza granulosa e cremosa allo stesso tempo. Una vera delizia che tradizionalmente si accompagnava a pane fresco e croccante, con il tempo sostituito dalla tipica ‘brioscia‘ siciliana, fatta con pasta lievitata all’uovo e aromatizzata alla vaniglia o agli agrumi. A renderla riconoscibile sono la morbida “pellicina” di cui è ricoperta e la particolare forma, simile a quella di uno chignon: una base semisferica sormontata dal cosiddetto “tuppu”(dal francese tupè: i capelli raccolti sulla nuca). La brioche viene servita calda insieme alla granita, in cui può essere inzuppata. Per quanto riguarda i gusti della granita, ce n’è davvero per tutti e variano anche a seconda della città in cui si gusta la granita. Da provare sono senza dubbio limone, mandorla, caffè, cioccolato, ma anche pistacchio, fragola e gelsi neri.
promozione dell’immagine del territorio e della città”. Se passate per Messina non rinunciate quindi a chiedere al bar la “mezza con panna”, il termine utilizzato in città per indicare la granita al caffè con panna. Potrete scegliere poi se mescolare la panna insieme alla granita oppure se consumare prima l’una e poi l’altra. Due vere e proprie scuole di pensiero, non vi resta che scegliere da quale parte stare.

Curiosità…

Secondo una tradizione avviata dai Greci e proseguita dai Romani, la neve raccolta sull’Etna durante l’inverno veniva stivata nelle cosiddette “niviere” per farla congelare: in estate, il ghiaccio che si era formato veniva grattato e ricoperto di sciroppi di frutta e fiori, una preparazione che oggi sopravvive nella grattachecca romana. Successivamente, con l’arrivo degli Arabi l’isola conobbe lo “sherbet”, una bevanda ghiacciata aromatizzata con succhi di frutta.
Durante il XVI secolo si apportò un notevole miglioramento alla ricetta dello “sherbet”, scoprendo di poter usare la neve, mista a sale marino, come refrigerante: in un “pozzetto”, una tinozza di legno con all’interno un secchiello di zinco che poteva essere girato con una manovella, si metteva la miscela eutettica che congelava il contenuto nel pozzetto, mentre il movimento rotatorio di alcune pale all’interno impediva la formazione di cristalli di ghiaccio troppo grossi.

Precedente Sette anni fa veniva immersa nelle acque di Cornino la statua di Stella Maris. Successivo Una meravigliosa piramide è stata ritrovata al largo di Lampedusa.