I Pupi di Zucchero. Per la festa dei morti, dolcetto senza scherzetto.

Distratti dalla quotidianità, bombardati dalla pubblicità, a volte dimentichiamo l’origine di tradizioni che si perdono nella notte dei tempi. Una di queste è legata alla celebrazione della festa dei defunti. In Sicilia, anticamente, non esisteva l’usanza di scambiarsi i regali per il Natale, questo avveniva invece per la Festa dei Morti. Una tradizione ancora viva in Sicilia, che tiene testa alla festa celtica di Halloween: per i bambini siciliani dolcetto senza scherzetto! Antonino Buttitta, celebre antropologo e storico delle tradizioni siciliane ci ricorda:

Contrariamente a quanto si costuma nel resto d’ Italia, in Sicilia e in qualche altro luogo del Meridione vige l’uso di fare le strenne ai fanciulli il 2 novembre, giorno tradizionalmente consacrato alla celebrazione dei defunti. I doni li portavano i morti per questo si lasciavano le porte aperte la notte fra l’uno e il due novembre.

I Pupi di zuccaru

I dolci simbolo della festa dei morti sono proprio i pupi di zuccaru, detti anche pupi di cena o più semplicemente cena. Da qui pupaccena.
Sono dolci antropomorfi, cioè a forma umana. statuette cave fatte di zucchero indurito e dipinto, che rievocano figure tradizionali quali Paladini di Francia, ballerini e personaggi tipici del teatro dei pupi siciliani. Che sia stato un nobile arabo caduto in miseria a offrirli ai suoi ospiti per sopperire alla mancanza di cibo o Enrico III che organizzò una pantagruelica mensa spettacolarizzata dalla presenza di queste sculture dolciarie. Realizzate grazie ai marinai palermitani che avevano trasportato lo zucchero. E’ sicuramente vero che sulla loro origine siano stati scritti fiumi d’inchiostro. Da Pitrè a Buttitta, molti antropologi hanno studiato il significato storico e culturale di questa particolare usanza che si ricollega al banchetto funebre del cunsolo. C’è chi vi ha visto un collegamento con le Compitalia romane, dedicate ai Lari, in cui si offrivano a Mania, madre o nonna degli spiriti, delle pupe di lana apotropaiche appese sulle porte di casa o nei quadrivi per far si che in quel giorno gli spiriti dei morti erranti per il mondo, prendessero le effigi sulla porta lasciando in pace le persone della casa.

Nelle case siciliane i dolci venivano disposti in bell’ordine su una tavola, perché si riteneva che in quella notte i defunti della famiglia venissero a cenare nella loro antica dimora. La cena inizialmente apparecchiata in onore dei defunti si trasforma in cibo da regalare ai bambini. Il significato della strenna siciliana dei morti è duplice. Da una parte essa rappresenta un’ offerta alimentare alle anime dei defunti, dall’altra un chiaro esempio di patrofagia simbolica; nel senso che il valore originario dei dolci antropomorfi era quello di raffigurare le anime dei defunti. Cibandosi di essi, era come se ci si cibasse dei trapassati stessi.

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