Il falco Pellegrino e l’aquila del Bonelli tra gli animali della riserva naturalistica di Monte Cofano.

Piante come la palma nana, l’erica siciliana e il cavolo della roccia. Animali come il falco Pellegrino o l’aquila del Bonelli. E ancora il cosiddetto marciapiede a vermetidi, una forma di sedimentazione di natura biologica opera dei molluschi marini. Sono alcune delle tipicità che è possibile incontrare nella riserva naturale orientata di monte Cofano, vicino Trapani. Sono state contate più 50 specie nidificanti sul monte tra cui spiccano specie rare come una coppia di Aquile del Bonelli, rapace schivo e solitario a rischio d’estinzione, e alcuni esemplari di Averla capirossa, riconoscibile per la striscia rossa sulla testa. Nelle imponenti pareti rocciose del monte vivono il Falco Pellegrino conosciuto per la velocità con cui si getta sulle prede, il Corvo imperiale, splendido con sue grandi ali, il Gabbiano reale, il Passero solitario, diversi Rondoni, il Cormorano e la Coturnice di Sicilia specie purtroppo sempre più rara. Sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale, la riserva è gestita dall’azienda foreste demaniali e si estende nel territorio del Comune di Custonaci, uno dei bacini d’estrazione marmifera più importanti d’Europa. Basterebbe questo a rendere l’intera area naturalistica appetibile dal punto di vista turistico, ma finora il sito è rimasto ai margini dei grandi flussi di visitatori, stretto all’ombra delle più rinomate riserve dello Zingaro o delle saline di Trapani. All’interno della riserva,  oltre alle bellezze paesaggistiche e naturalistiche, è possibile far visita a diverse attrattive di carattere storico e architettonico. Tra tutte, le cavità naturali di origine antichissima, come la grotta del crocifisso, così chiamata perché posta appena sopra il sito dove è costruita una piccola cappella meta di pellegrinaggi.

 O ancora gli antichi manufatti del 1400 come la torre della tonnara di Cofano – unica nel suo genere in Sicilia occidentale per la sua forma quadrata ad angoli concavi – oppure la torre di San Giovanni, vecchio luogo di guardia. Oggi la prima è adibita d’estate a luogo d’accoglienza, mentre la seconda è chiusa al pubblico. Un piccolo mistero ha inoltre alimentato il dibattito culturale sul sito. Ipotesi storiche avrebbero portato a identificare su uno dei versanti del monte Cofano i resti della antica città di Eraclea di Sicilia. Per Maurizio Vento, docente, giornalista e direttore della rivista Arkeomania, si tratta di una «ipotesi che troverebbe conferma nelle indicazioni geografiche degli storici greci e nella tipologia di cocci ceramici rinvenuti – spiega – La piattaforma di una cisterna, una scalinata intagliata nella roccia, una porta angolare, terrapieni, la base di un’ara». Un dibattito che resta ancora oggi aperto.

 

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