Il tartufo, una punta di diamante per l’economia siciliana.

Sapevate che il sottosuolo siciliano è ricco di tartufo? Ebbene si, ma come spesso succede noi siciliani riusciamo con mirabile abilità a trascurare e sottovalutare ciò che in altri posti diventa un simbolo in grado di produrre benessere.

È difficile che parlando di questo prezioso prodotto del sottosuolo venga in mente la Sicilia, vengano in mente i monti Iblei o i Nebrodi di cui i boschi sono ricchi. La Sicilia è una delle regioni d’Italia a maggiore vocazione tartufigena.

Il tartufo potrebbe rappresentare una piccola svolta per l’economia siciliana, in primis il governo regionale, per cui sembra che il tartufo in Sicilia non esista nemmeno e che non ha mai avviato attività per incentivare e rendere produttivo il settore legato alla ricerca e commercializzazione del tartufo. Oggi però sembra che qualcosa stia iniziando a cambiare; da qualche mese, su iniziativa di alcune associazioni micologiche del territorio la regione Sicilia è stata sollecitata a stilare un disegno di legge che ponga le basi per far sì che l’attività di ricerca ed estrazione dei tartufi venga regolamentata.

La regolamentazione dell’attività di estrazione, ma anche di coltivazione del tartufo, posta in essere dalla Regione Sicilia, che ha finalmente deciso di dotarsi di una normativa che regolamenti il settore tartufigeno, sarà la base da cui potranno partire molte attività economiche, che possono coinvolgere non solo il settore agroalimentare, ma anche quello turistico; la regione Sicilia sta dunque muovendo i primi passi verso quella che potrebbe diventare una importante realtà produttiva siciliana.


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