Il vino Marsala: la prima DOC siciliana. Storia, curiosità e abbinamenti.

Il Marsala DOC è un vino liquoroso ricco e corposo che si presenta, in base alle uve utilizzate, all’invecchiamento e ad altri fattori, in diverse varianti. Una prima distinzione riguarda il colore e l’uva utilizzata: Il Marsala oro e ambra è prodotto dalle uve pregiate Grillo, Catarratto, Inzolia e Damaschino e si presenta di colore chiaro, appunto. Per il Marsala rubino, invece, si utilizzano uve a bacca nera (Pignatello, Nero d’Avola e Nerello Mascalese). Inoltre, in base al contenuto zuccherino, il Marsala può essere secco, semisecco o dolce. A seconda delle lavorazioni e dell’invecchiamento si distinguono poi il Marsala Fine, il Marsala Superiore, il Superiore Riserva, il Marsala Vergine (o Soleras) e il Vergine Riserva. La zona di produzione si estende all’intera provincia di Trapani, con l’esclusione delle isole di Favignana e Pantelleria e del Comune di Alcamo.

La storia del Marsala 

Quella del vino Marsala è una storia atipica, frutto di una singolare catena di eventi, fatti di affari e commerci. Al centro di questa storia si trova il commerciante inglese John Woodhouse che, nel 1773, dopo essere approdato nel porto di Marsala, si ristorò con il suo equipaggio bevendo il buon vino del luogo. Il vino che veniva trattato con il metodo di invecchiamento detto “perpetuum”, piacque all’inglese che decise di portarne qualche botte verso le coste inglesi, dopo aver aggiunto dell’acquavite di vino per preservare il vino nel viaggio. Il successo in Inghilterra fu grande e Woodhouse pensò di tornare in Sicilia per iniziare a produrre lui stesso il vino e fu seguito da altri imprenditori inglesi. Nel 1833 Vincenzo Florio fondò le omonime cantine iniziando la produzione di Marsala in concorrenza con gli inglesi. In poco il vino liquoroso siciliano conquistò il mondo e già nel 1931 si iniziò a provvedere a leggi e regole che proteggessero il prodotto e ne circoscrivessero la zona di produzione. Per gli stessi motivi nacque nel 1963 il Consorzio per la tutela del vino Marsala DOC e fu così che nel 1969 il Marsala divenne il primo prodotto italiano riconosciuto come DOC.

Abbinamenti 

Dal giallo dorato all’ambra intenso fino ai riflessi rosso rubino, le sfumature del Marsala sono molte e rispecchiano i suoi differenti sapori. Un vino con personalità, ma vario, che si adatta a diversi momenti e a vari accostamenti. Ecco allora che un Marsala secco, Superiore o Vergine si fa splendido aperitivo, accompagnando egregiamente formaggi dal gusto deciso come pecorino o gorgonzola. Allo stesso modo il Vergine Soleras può essere l’ideale accompagnamento di piatti dal sapore deciso, di pesce, di carne o selvaggina, così come di zuppe. Con il dessert poi il Marsala regala forse il suo aspetto migliore. Sono infine molte le ricette nella gastronomia siciliana in cui il Marsala risulta come ingrediente indispensabile, di carne e di pesce.

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