Le 5 cose di cui un Siciliano fuori sede sente la mancanza.

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Ecco che l’isola si svuota un’altra volta, quasi tutti sono tornati alle basi. A tanti, nelle ultime settimane, sarà capitato d’incrociare – su un treno, su un aereo, su un autobus a lunga percorrenza – dei ragazzi con la valigia piena e lo sguardo carico di dubbi e aspettative. Un’alta percentuale facevano sicuramente parte di quegli studenti e lavoratori che ogni anno decidono – autonomamente o perché costretti dalle circostanze – di spostarsi lontano da casa. Due famiglie su tre in Sicilia hanno qualcuno che, per un motivo o per un altro, vive fuori sede; è proprio in quelle famiglie che si respira già da qualche giorno quella malinconia , trattenuta tra un pranzo natalizio e l’altro, cha fa capolino ad ogni partenza.

Lo sa bene chi è stato in vacanza in Sicilia cosa vuol dire dover fare la solita valigia malinconica e ripartire.

Ecco allora, le 5 cose di cui un Siciliano fuori sede sente la mancanza:

5: ” Staiu scinnennu” 

Il 5°posto della classifica se lo aggiudica la libertà spazio-temporale di noi Siciliani.

“Staiu scinnennu” implica che l’attesa del mal capitato possa variare dai 2 ai 30 minuti (siamo stati buoni). 

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4: “T’offro u café” 

Al 4° posto delle 5 cose di cui un Siciliano ha nostalgia quando non vive più in Sicilia, si posiziona quel gratificante momento in cui l’amico di sempre (o un perfetto sconosciuto!) decide di pagare per te, solo per il semplice fatto ricordarti quanto è contento di averti conosciuto. Gesto che verrà immancabilmente ricambiato 37 secondo dopo.

3: “Arrusti e mancia” 

In 3° posizione “l’arrustuta”, non importa se per Pasquetta, il 25 aprile, il 1 maggio o Ferragosto… se c’è qualcosa di cui sentiamo la mancanza noi Siciliani quando ce ne andiamo da casa è non avere né la scusa, né lo spazio per organizzare un’arrustuta.

2: “U scruscio du mari” 

Chiunque sia stato anche una sola volta in Sicilia sa benissimo la sensazione di libertà che si prova ad ascoltare il mare sbattere sugli scogli. Mettiamo quindi al 2°posto “U scruscio du mari”, perché ogni Siciliano è capace d’immaginare il mare davanti ai suoi occhi, ovunque si trovi.

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1: “A famigghia” 

Se c’è una cosa che per noi Siciliani viene sempre prima di tutto è sicuramente: la famiglia.

“A famigghia” è casa, è sicurezza e amore. 

Non importa se di sangue o acquisita, quando c’è da sacrificarsi per la famiglia, i siciliani sono così forti da riuscire a spezzarsi letteralmente in due: il cuore in Sicilia, la mente e le mani altrove. 

Questo è quello che qualcuno definisce “mal di Sicilia”: una forza che porta chiunque vi sia nato o vi abbia viaggiato a tornare e ritornare.

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