Madonna del Romitello, la storia del santuario di “Carrubella”.

La storia del santuario del Romitello ha inizio con il Beato Giuliano Majali, monaco benedettino, nato nel 1390 e morto nel 1470. La tradizione dice che, nel 1431, il monaco, abile e nobile diplomatico per conto di papi e re che lo tenevano in gran conto, si ritirò nel bosco della “Carrubella” come eremita, dopo aver fatto dono di tutti i suoi beni al Monastero di San Martino delle Scale (dove vestì l’abito religioso).

Innamoratosi del posto e dopo essere stato al Monastero di S. Maria delle Ciambre (dal monte dove sorgeva) a Borgetto, vi si ritirò definitamente come eremita, nel 1464, edificando egli stesso un piccolo eremo costituito da due stanzette-cellette: un romitorio, ed è da questo che nasce il nome di “Romiteddu” che, in versione italiana, viene detto Romitello. Quel romitorio – “romiteddu”, sarà luogo di eventi prodigiosi, di apparizioni. La tradizione vuole che in quel periodo (si era nel 1464) la Madonna apparve più volte al monaco. Il Beato Giuliano pose in venerazione un’immagine della Madonna Addolorata sull’altare fatto edificare in una delle due cellette (che diventò, così, cappella) da lui abitate,  e trascorse gli ultimi sei anni di vita dedito al culto della Passione di Gesù Cristo e dei Dolori di Maria Santissima.

La vita da penitente e da orante che il Beato Giuliano conduceva e le grazie che la Madonna Addolorata del Romitello dispensava, procurarono una sempre più crescente venerazione verso quell’ immagine sacra, che fin da allora il popolo riteneva “miracolosa” e diede  fama di santità allo stesso monaco. In seguito ad alcuni segnalati ed autenticamente esaminati e constatati fatti straordinari, la Curia Arcivescovile di Monreale, con decreto del 31 agosto 1896,  a firma dell’allora arcivescovo mons. Domenico Gaspare Lancia di Brolo, dichiarò “sacra”,  prodigiosa (o miracolosa), l’Immagine della Madonna del Romitello. Pur essendo lontana dal centro abitato e solitaria, quella cappella divenne meta di numerosi pellegrinaggi di fedeli e devoti,  sia da Borgetto che dai paesi vicini.

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