Messina. Ritrovati dagli archeologi i resti dell’antichissimo teatro greco di Halaesa Archonidea.

I rilievi microfopografici, fanno pensare ad un teatro di grandi dimensioni. “Senza dimenticare infine la posizione geografica mozzafiato: sullo sfondo oltre la scena, il profilo delle Eolie e il colore del mare al tramonto assicuravano uno spettacolo davvero unico“, spiega il professore Costanzi.

La Sicilia continua a regalare meraviglie. Alla già lunga lista, la regione circondata dal Mediterraneo può aggiungere un nuovo teatro antico: una missione archeologica francese, composta da ricercatori delle università di Amiens, Poitiers e Parigi, che opera nella zona dal 2016, ha identificato tra i resti dell’antica città siculo-greca di Halaesa Archonidea, in provincia di Messina, un anfiteatro, alcune case e botteghe, poste su una panoramica collina con vista sul Tirreno.
Tra le novità più recenti, come spiega Michela Costanzi – docente di storia e archeologia greca all’Università di Amiens in un articolo sul nuovo fascicolo della rivista “Archeologia Viva” – vi è la scoperta, sull’acropoli meridionale, di un importante edificio originariamente a due piani, con le pareti dipinte: si trattava forse della dimora di un ricco cittadino o un monumento di carattere religioso.
Nello spazio a sud dell’agorà, invece, vi sono alcune case e botteghe che danno l’idea dell’orientamento degli assi principali della città. In una terza zona, quella sotto il muro a contrafforti sul versante nord-orientale della collina, è avvenuta la scoperta più importante: l’osservazione del paesaggio, la realizzazione di un primo rilievo microtopografico e l’applicazione di un preciso protocollo di prospezioni geofisiche hanno trasformato un’intuizione in certezza: la presenza di un teatro antico. Alcuni gradini tagliati nella roccia madre lungo la cavea, la base della scena formata da un pavimento di lastre di pietra piatte, sedili in tufo, un muro della parodos (corridoio di accesso all’orchestra) fanno pensare ad un teatro di grandi dimensioni. “Senza dimenticare infine la posizione geografica mozzafiato: sullo sfondo oltre la scena, il profilo delle Eolie e il colore del mare al tramonto assicuravano uno spettacolo davvero unico“, spiega il professore Costanzi.

 

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