Mufuletti di SAN Martino, storia e ricetta tradizionale trapanese.

Camminando per le vie di Trapani in questi giorni é impossibile non percepire nell’aria il profumo di anice.

Nella città falcata, infatti, è tradizione antica consumare in occasione dell’11 Novembre, ricorrenza liturgica di San Martino, un pane morbido, profumatissimo, aromatizzato all’anice: la Muffuletta.

San Martino nacque in Ungheria intorno al 300 d.c. e visse la sua infanzia a Pavia.

Giovinetto si arruolò nell’esercito e in una delle sue ronde incontrò un mendicante nudo che soffriva il freddo pungente della Gallia. Con gesto infinitamente  caritatevole decise di tagliare in due il suo mantello condividendolo con il poveruomo. In quel momento il cielo si aprì e un caldo sole riscaldò Martino e rese immediatamente il clima mite.

Da qui nasce la leggenda dell’estate di San Martino, un periodo climatico particolarmente mite che si manifesta, solitamente, all’inizio di Novembre.

Il culto di San Martino è diffuso in tutto il mondo con tradizioni estremamente diverse tra di loro. In Italia la festa di San Martino è legata indissolubilmente  alla cultura rurale: chi non conosce il proverbio “A San Martino ogni mosto diventa vino”?

E sulla base di ciò si suppone che la muffuletta sia nata proprio come pane di accompagnamento per l’assaggio del vino nuovo. Generalmente, visto anche il periodo propizio, si usa farcirla con olio nuovo, sale e pepe. Ma il Trapanese D.O.C. sa che la vera Muffuletta dev’essere rigorosamente farcita con la mortadella. Questo, infatti, sarà il pasto principale il giorno di San Martino nella vecchia Drepanum.

La ricetta che vi propongo oggi è quella tradizionale. Semplici da realizzare, buonissime da gustare. Adoro questo pane perché non solo è sinonimo di tradizione, ma è strettamente connesso alle radici della mia terra, ai prodotti che più la rappresentano in tutto il mondo: il vino e l’olio.

Ingredienti per 10 muffulette:

  • 600 gr di semola rimacinata
  • 350 ml d’acqua
  • 25 gr di lievito di birra
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva
  • 2 cucchiai di semi di anice
  • 1 cucchiaino di sale

Procedimento: 

Nella ciotola della planetaria, o in una ciotola capiente, versate la farina e aggiungete il lievito, che avrete precedentemente  sciolto in un bicchiere d’acqua tiepida insieme ad un cucchiaino di zucchero. Una volta assorbito il lievito versate a filo l’olio e proseguite ad impastare con il resto dell’acqua tiepida. Aggiungete il sale e i semi di anice e continuate ad impastare in modo da ottenere un impasto molto morbido e appiccicoso. Coprite la ciotola e lasciate lievitare 30′. Spolverate una spianatoia di semola e procedete a formare dei panetti di egual peso che adagerete su di una teglia ricoperta da carta forno. Spolverate con semola rimacinata, coprite e lasciate lievitare 90′. Infornate per circa 15′ in forno preriscaldato a 220º ricordandovi di sfornarle quando ancora la loro doratura sarà chiarissima.

Farcite ancora calde e gustate come preferite.

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