Pellegrini sull’antica via Francigena. Capizzi: la Santiago Siciliana tra le cime dei Nebrodi.

Capizzi
Da oltre ottocento anni numerosi pellegrini di tutto il mondo intraprendono un cammino per arrivare a Santiago de Compostela, dove sono conservate le reliquie dell’Apostolo San Giacomo il Maggiore. Il viaggio un tempo molto rischioso e pericoloso, a causa di malattie, briganti, gente disonesta senza scrupoli, andò via via diminuendo nel corso dei secoli. Anche nella nostra amata terra siciliana si cercò di creare una sorta di cammino di Santiago, molto meno pericoloso e più praticabile. Capizzi “Caput mundi caput Regni” diventa meta di pellegrinaggio grazie alla Reliquia dell’Apostolo San Giacomo il Maggiore, per i numerosi prodigi e per le innumerevoli grazie e miracoli.
Nel 1425 data documentata, divenne celebre Santuario, quando il cavaliere Aragonese Sancio De Heredia vi deposita alcune sacre Reliquie tra i quali la reliquia del dito mignolo di San Giacomo Apostolo. Capizzi, infatti, possiede la Reliquia di San Giacomo più antica della Sicilia. La festa, che inizia giorno 16 Luglio con la novena, sembra rispecchiare sia il carattere dell’Apostolo, tanto impetuoso da essere chiamato da Gesù “Figlio del tuono”, sia l’irruenza degli stessi capitini che in secoli di acceso culto per l’amato e temuto Santo sembrano quasi aver imitato i tratti caratteriali. All’alba del 25 Luglio vi è l’antica tradizione di percorrere a piedi scalzi il lungo tragitto che il Santo il giorno 26, sorretto a spalle dai suoi devoti, compie per le strade della città toccando tutti gli edifici di culto esistenti e inesistenti. Per tutto il percorso, i devoti pregano pronunciando certe formule tradizionali, canti e recitando il Santo Rosario di San Giacomo in dialetto.
Oggi come allora numerosi fedeli, forestieri e pellegrini percorrono a piedi il “Santo Viaggio” come lo chiama anche il Salmo 83. Oltre ad un viaggio simbolico è anche un viaggio interiore che ogni uomo è chiamato a percorrere per trovare se stesso, le proprie radici, le persone amate, il prossimo in generale e soprattutto Dio, Gesù Cristo e la Madonna. Proprio per questo l’ Associazione Amici Cammini Francigeni di Sicilia presieduta dal Prof. Davide Comunale ha percorso la via Palermo – Messina per le Montagne, un percorso di 21 Tappe iniziato il 12 Luglio da Palermo fino ad arrivare al primo Agosto a Messina. Per rendere omaggio all’Apostolo San Giacomo protettore di Capizzi, i pellegrini sono stati accolti giorno 20 Luglio nel Santuario di San Giacomo a Capizzi.
Oltre a numerosi pellegrini e forestieri che ogni anno fanno il “ Viaggio” il giorno 26 Luglio è il giorno più atteso del ciclo festivo e più ricco di azioni devote e di storia. Verso le ore 16.00 il Santo viene trasferito, con suono di campane e applausi, dalla vara in oro zecchino dell’altare principale, alla vara massiccia neoclassica, indiscussa protagonista assieme al Santo della processione dei “Miracoli”. Verso le 18.30 ha inizio la processione del Santo, che è accolta dal lancio di carte multicolore, da applausi, assordanti fuochi d’artificio, dal popolo festante che inneggia al Patrono, e dalla Banda Musicale che intona il famoso inno “La leggenda del Piave”. La vara portata a spalle dai devoti, con andata impetuosa, inizia il suo percorso per le tortuose e strette strade di Capizzi, accompagnata dal popolo festante, che esulta e gioisce allegramente accompagnando il proprio Santo. Tutto questo fino ad arrivare in Piazza Miracoli dove i portatori si lanciano con impeto e con tutto il peso della vara contro un muro di una casa ripetutamente, fino a far cedere il muro stesso e creare un grande buco. Queste percosse con la vara del Santo contro il muro, sono chiamati “Miracoli”. Non si conosce con precisione quando abbia avuto inizio il rito, ma si sa con certezza che tale azione risale alla notte dei tempi. Così senza nessun preavviso, San Giacomo, dopo aver compiuto i suoi “Miracoli”, ed aver assicurato una buona annata alla sua gente, lascia la Piazza e continua il suo giro per la città. Un fragoroso sparo di fuochi d’artificio chiude l’indimenticabile e affascinante festa di San Giacomo.
I pellegrini molto probabilmente porteranno con loro la conchiglia da sempre simbolo del pellegrino, di colui che cammina instancabile sulle trazzere alla ricerche delle verità. Prima di raggiungere la meta, attraversa diversi sentieri, si misura instancabilmente con i propri limiti a comprendere la straordinaria forza di sacrificio.
Anche questo è San Giacomo. Anche questo è Capizzi. Mentre il passo di questi pellegrini a volte spensierato, a volte stanco e pesante, procede verso la meta, è tutto l’uomo ossia il pellegrino che con mente, volontà, cuore, forze fisiche, va avanti per percorrere un importante tratto del cammino, metafora sempre e comunque della propria vita. Ecco cosa è : Capizzi la Santiago Siciliana!!

I cenni storici di quest’articolo sono stati presi dal libro di Francesco Sarra MinichelloUn intimo amico del Signore: l’ Apostolo San Giacomo il Maggiore. Edizioni Sant’ Antonio. Nuova ristampa 2019.

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