Perché a capodanno si mangiano lenticchie e cotechino?

Da Nord a Sud, è impossibile sfuggire al rito del cotechino con le lenticchie, come primo piatto dell’anno nuovo. È un rito goloso, che unisce all’abbondanza di un italianissimo salume – quanto di più lontano dal concetto light (semel in anno licet insanire, sottoscriviamo, visto che si tratta del cenone per eccellenza) – il significato potente del primo legume coltivato nella storia. Ci sono testimonianze di raccolti eseguiti cinquemila anni fa per non parlare dell’aspetto sociale, compreso quello religioso: facile pensare all’episodio del piatto di lenticchie tra Esaù e Giacobbe, uno dei più citati dell’Antico Testamento.

IL VALORE DELLA LENTICCHIA
La presenza fissa della lenticchia dopo la mezzanotte del 31 dicembre si deve invece ai Romani che al di là del piacere gustativo, consideravano il legume come un investimento per i mesi a venire e ne regalavano una scarsella piena – la borsa di cuoio da tenere legata alla cintura – l’ultimo giorno dell’anno. L’augurio è che si trasformassero in monete sonanti, ma male che andasse finivano in pentola. E per i meno abbienti restava una vera ricchezza, visto l’alto valore nutritivo.

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