Salvini fa cadere il governo per avere più poltrone. Dopo l’estate nuove elezioni.

Giuseppe Conte e Luigi Di Maio hanno appena lasciato Palazzo Chigi, Roberto Fico è sceso da Quirinale da un paio d’ore, quando Matteo Salvini diffonde un comunicato di cinque righe. “Inutile andare avanti a colpi di litigi.

I toni e i concetti sono molto simili alla nota della Lega del pomeriggio, ma questa volta a parlare è direttamente il ministro dell’Interno. E lo fa dopo il faccia a faccia pomeridiano con il premier: un’ora e mezza in cui Salvini avrebbe confermato a Conte l’intenzione di tornare alle urne. “Non vogliamo poltrone o ministri in più, non vogliamo rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo (che ha fatto tante cose buone) ci sono solo le elezioni. L’ho ribadito oggi al presidente Conte: andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav e dai ripetuti insulti a me e alla Lega da parte degli “alleati”, e restituiamo velocemente la parola agli elettori”, dice il leader del Carroccio. Che visto che parla di voti, strizza l’occhio agli elettori con l’epilogo del suo comunicato. “Le vacanze non possono essere una scusa per perdere tempo e i parlamentari (a meno che non vogliano a tutti i costi salvare la poltrona) possono tornare a lavorare la settimana prossima, come fanno milioni di Italiani”. Ecco perché Sergio Mattarella, dopo aver incontrato Conte all’ora di pranzo, ha convocato al Colle il presidente della Camera, tenendosi in contatto con quella del Senato: il capo dello Stato sapeva che la crisi sarebbe stata parlamentarizzata a breve.

Era quello che negli stessi momenti Salvini stava comunicando a Conte a Palazzo Chigi. Un vertice al quale Luigi Di Maio non ha partecipato, anche se si trovava fisicamente presente nella stesso immobile che ospita la sede del governo. “Sono tranquillo, stiamo lavorando per il Paese. Ci sono dei colloqui in corso ma io sono pagato per lavorare per gli italiani”, ha detto ai cronisti il leader del Movimento 5 stelle, mentre si allontanava per andare a prendere un caffè nei dintorni. Nel frattempo, Di Maio ha tenuto per tutta la giornata contatti con Fico, mentre fonti parlamentari M5S, interpellate a riguardo, non escludono che il capon politico abbia incontrato i capigruppo Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli. Che sarebbe stata crisi lo lasciava prevedere già nel pomeriggio una nota della Lega. “Il voto è l’unica alternativa a questo governo”, facevano sapere dal Carroccio. Tradotto: rivedere la squadra o tornare direttamente alle urne. I 5 stelle avevano replicato a distanza: “La nota è incomprensibile. Dicano chiaramente cosa vogliono fare. Siano chiari”. Ripetuto per tre volte, sperando di ricevere risposta.

L’obiettivo per il Carroccio è sicuramente quello di accelerare sui dossier e decidere le priorità, su cui, tra tutte, spicca la riforma della giustizia. È il dossier su cui i 5 stelle non possono e non potranno mai mediare (sarebbe stravolgere il vero pilastro del Movimento) e Salvini non è disposto ad accettare compromessi. Proprio la giustizia è l’argomento che per primo il leader leghista ha citato dal palco di Sabaudia ieri sera, mentre a mezze parole ha evocato il suo malumore per una coppia, quella con i 5 stelle, che non regge più. Senza dimenticare che il 9 settembre, fra meno di un mese, il Parlamento deve iniziare a discutere la legge per il taglio dei parlamentari: e anche su questo è difficile immaginare un’intesa.

Di sicuro c’è che Conte al Quirinale non ha parlato di dimissioni, nonostante un incontro lungo più di un’ora. Secondo il Corriere della Sera, il presidente della Repubblica è pronto a tutto, ovvero anche alle consultazioni estive e (in caso di fallimento) al voto a fine ottobre. I 5 stelle sono quelli che più insistono nel dire che è necessario andare avanti, anzi tramite fonti di governo sottolineano che “chiunque oggi aprisse una crisi di governo, l’8 agosto, si assumerebbe la responsabilità di riportare in Italia un governo tecnico. Sarebbe folle“. Intanto lo spread è tornato a salire a 210 punti base: la potenziale crisi di governo comincia ad avere un impatto sui mercati.

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