Territorio

Custonaci sorge intorno alla fine del secolo XVIII, a seguito di iniziative borboniche di censuazione e assegnazione delle terre incolte, l’insediamento si andò sviluppando secondo un impianto ortogonale intorno al Santuario della Madonna, importante luogo di culto e meta di pellegrinaggi e processioni folcloriche. Dopo il 1948 divenne comune autonomo staccandosi da quello di Erice cui apparteneva.

Nei pressi si può visitare la grotta di Scurati, dentro la quale esiste un vero e proprio villaggio, con case e stradine, servito come rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale e sede di un suggestivo Presepe Vivente che ivi si svolge ogni anno durante il periodo natalizio.

Negli ultimi anni si sta sviluppando l’attività turistica, non solo nella stagione estiva, grazie agli insediamenti balneari a Cornino, alla riserva di Monte Cofano e alla festa della Madonna di Custonaci, che richiama fedeli da tutta la Sicilia. La posizione tra i golfi di Bonagia, che termina a Trapani e quello di Makari, che arriva a San Vito Lo Capo, ne rende meta ideale per il soggorno in questa zona della provincia di Trapani. Sono sorti così alberghi di buon livello e ristoranti.

Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano che si colloca all’estremità nord-occidentale della costa siciliana nella provincia di Trapani. Istituita con decreto del 25/07/1997 dall’Assessorato Regionale “Territorio e Ambiente” è stata affidata in gestione all’Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia. L’area, ricadente nel comune di Custonaci, si estende per 537,5 ettari di cui 325,5 sono zona A e 185 zona B detta di “Preriserva”. Il notevole interesse geomorfologico e flogistico ha costituito la motivazione principale per cui è sorta la riserva, ma Monte Cofano merita di essere conosciuto non soltanto perché è luogo di straordinaria bellezza paesaggistica e valore naturalistico ma anche perché riveste un’eccezionale importanza storica. Questo sito contiene informazioni sulla sua tipica vegetazione fortemente caratterizzata dalla “gariga” o meglio formazioni riparali e in particolare sulla flora che comprende, oltre a specie comuni dell’area mediterranea, altre piante endemiche o addirittura rare. La storia del monte ha avuto un legame con gli avvenimenti di cui sono protagonisti i popoli antichi che sono insediati in questa estremità della Sicilia ( Fenici, Greci, Romani). Su un pianoro , sopra la tonnara sono stati rinvenuti resti di insediamenti fortificati che costituiscono in sito di interesse archeologico. Di epoca più recente esistono le famose torri di guardia che testimoniano ancora una volta l’importanza di questo luogo nel contesto più vasto dell’intera isola.

Parco di Cerriolo, un ampia area che si apre sul leggero pendio che crea la collinetta sulla quale erge il centro di Custonaci. Interamente recintata la zona è gestita dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia. Il percorso interno al parco, che legava un tempo il Santuario di Maria Santissima di Custonaci e la Riserva di Monte Cofano era l’unico itinerario possibile per il Pellegrinaggio che molti devoti usavano fare verso il Crocefisso di Monte Cofano. Nella parte più alta del Parco un terrazzamento di recente costruzione permette la visione di un panorama decisamente unico e interessante, lo sguardo può vagare e perdersi tra il pendio spigoloso del vicinissimo Monte Cofano e quello più dolce e lontano di Erice per soffermarsi sulla sinuosa costa del golfo di Bonagia.

Cave di marmo: La scoperta di marmi a Custonaci è remotissima, anche se lo sviluppo economico ad essa legata è recente, sull’utilizzo dei marmi locali estratti si hanno notizie risalenti al medioevo. Il “Libeccio”, il marmo più antico estratto nella zona, policromo con sfumature sul rosso, è stato molto utilizzato in età barocca, nella realizzazione di veri e propri merletti ben visibili nel santuario di Maria SS di Custonaci, ma ve ne sono esempi anche in Casa Professa a Palermo, nella Reggia di caserta, nella Basilica di san Pietro a Roma. Con l’avvento del novecento inizia la prima industrializzazione a Custonaci e viene lanciato commercialmente un marmo di colore chiaro con sfumature perlacee su un fondo avorio, l’attuale “Perlato di Sicilia”, ora il secondo marmo più venduto al mondo dopo il bianco di Carrara.

Cave di tufo: A Custonaci in periodi più antichi oltre alla produttive cave di marmo esistevano anche cave di tufo, la cui presenza è attestata in località Purgatorio, in questa zona le cave erano attive dalla fine dell’800 fino al 1965, sono ormai in disuso e occupano una porzione limitata del territorio. Per la loro tipologia di scavo e le modalità di estrazione hanno assunto forme caratteristiche e hanno modellato il paesaggio, sono infatti evidenti le fosse delimitate dalle pareti di scavo e i “torrioni, prodotti dallo scavo.
Il tufo è una roccia sedimentaria di colore biancastro tendente al giallo.
I metodi di estrazione praticati per l’estrazione di questi blocchi tufacei erano essenzialmente due: a cielo aperto (a fossa) e in galleria (Muchate).
L’estrazione dei blocchi avveniva mediante la squadratura del terreno intervenendo con tagli orizzontali e verticali. Gli strumenti utilizzati, inizialmente, per questo lavoro erano a bordo tagliente sostituiti in seguito da seghe a piatto circolari.
Il materiale estratto è stato utilizzato per la costruzione di numerosi bagli.

Grotte Naturali: Il territorio di Custonaci, oltre alle bellezze paesaggistiche e naturali, si presenta molto interessante per gli studiosi e per gli esploratori di grotte. Le più note sono la grotta di Scurati e di Rocca Rumena, ma almeno due dozzine di altre cavità coesistono sul territorio. Interessante dal punto di vista esplorativo è il cosiddetto “Abisso del Purgatorio, non molto distante dall’omonima Contrada. Si tratta di una grotta costituita da una successione di cavità verticali che raggiungono la profondità di quasi 200 m, ad essa si accede tramite un pozzo a cielo aperto profondo circa 10 metri, la visita qui è consentita solo a speleologi muniti di particolari attrezzature. Ma sul territorio custonacese è presente un sistema di grotte che ben si presta ad essere fruito dal grande pubblico, con semplici percorsi pedonali esterni che mettono in risalto le splendide risorse paesaggistiche locali.

Santuario di Maria SS di Custonaci, l’edificio religioso ha avuto varie epoche di costruzioni, iniziate probabilmente nel XVII sec., proseguite nel tardo ottocento e concluse nei primi decenni del novecento. La pianta è a croce romana con tre navate, l’incrocio delle navate con il braccio trasversale è coperto da una cupola a otto spicchi. La facciata è di stile romanico con il caratteristico rosone che contribuisce ad illuminare la chiesa al suo interno ed il portale con cornice in tufo e portone in noce del 1842. L’esterno è caratterizzato da un sagrato magnificamente realizzato con ciottoli di pietra che disegnano varie forme geometriche. Costruzione annesse al Santuario sono l’ospizio dei Pellegrini, con stalla e casa di accoglienza.
Chesa di san Giuseppe a Sperone (edificio non particolarmente antico caratterizzato da magnifici mosaici di realizzazione contemporanea)

Chiesa di Maria Santissima del Suffragio a Purgatorio, piccolo edificio anche questo di epoca piuttosto moderna senza particolari peculiarità artistiche, ma grazioso e accogliente.

Fonti: Wikipedia, unpli

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