Trapani al 29esimo posto in Italia per la frequenza di mortalità per tumore.

La provincia di Trapani si attesta al 83esimo posto tra le 107 province italiane per tasso di mortalità.  Lo rende noto un’indagine condotta da “Il sole 24 ore”, alla sua 31° edizione, QDV, che rappresenta di fatto una classifica in materia di indicatori su mortalità, speranza di vita, malattie croniche e servizi sanitari. Le patologie più riscontrate sono deducibili dai dati sui consumi delle tipologie di farmaci: al 52esimo posto per l’asma, al 56esimo per l’ipertensione e al 99esimo per il consumo di farmaci per diabete.   

Il dato oggettivamente più pesante dell’indagine si deduce dalla frequenza di morte per tumore, che attesta il trapanese alla 29esima posizione su 107. Dunque, un’area ad alto rischio tumorale, con cittadini che preferiscono rivolgersi ad altre regioni per la sanità. La nostra provincia non brilla certo per la qualità della vita, ma nemmeno per i servizi sanitari: il trapanese non è il posto ideale per ricevere le cure necessarie, secondo i suoi cittadini.  A testimoniarlo la 72esima posizione per dimissioni di residenti fuori regione.   

Nulla di nuovo, è vero, ma non ci mancano i medici (19° posto per presenza di professionisti di medicina generale ogni 1000 abitanti).  Probabilmente, le strutture non riescono a soddisfare tutte le esigenze. Si parla anche di carenza del personale sanitario. Per cui, si opta per i viaggi della salute in Lombardia e in altre regione del Nord Italia. 

La riflessione potrebbe allargarsi fino all’ospedale di Castelvetrano, nonchè a quelli vicini, ma anche ad una realtà di condanna per la nostra regione: i viaggi della salute gravano sulla Sicilia, che continua a pagare per le prestazioni sanitarie erogate ai suoi cittadini nelle altre regioni, mentre le nostre strutture in loco diventano obsolete, vengono declassate o restano cattedrali nel deserto.   

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