A Morgantina, dove le pietre parlano, va in scena il BarbablùFest. Teatro, musica e tradizioni

Nel parco archeologico di Morgantina, in provincia di Enna, dal 19 agosto al 4 settembre, nasce un nuovo festival che coniuga teatro, dibattito e musica. E’ il BarbablùFest che fa riferimento al nomignolo dato simpaticamente alla Testa di Ade, reperto significativo restituito, dopo essere stata portato via, alla Sicilia, nomignolo che prende spunto dai riccioli blu della sua barba.

Il progetto nasce con il sostegno dell’Assessorato regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana.
 “Il mito, la tradizione, il linguaggio antico eppure contemporaneo, perché universale, del teatro” – come afferma Alberto Samonà e ancora – “Un progetto culturale che intende sviluppare nel cuore della Sicilia centrale, a Morgantina, un ampio dibattito sulla cultura, sulla nostra identità, sul ruolo stesso della Sicilia. A partire dai linguaggi dell’arte, dalla riflessione sull’attualità e con solide radici piantate in una terra antica“.


“BarbablùFest è un festival pensato per l’area archeologica di Morgantina – afferma il direttore artistico Giuseppe Dipasquale – come progetto di incontri tra le varie culture artistiche della vasta area del Mediterraneo”.

Il festival apre il 19 agosto con il concerto di Lello Analfino&Tinturia e si conclude il 4 settembre con la multietnica Orchestra di Piazza Vittorio. Tra gli altri un ricordo e un tributo a Franco Battiato.

Il programma teatrale esordisce con Clitemnestra scritto da Luciano Violante. Tra gli altri interventi di grande spessore il 23 agosto Salvo Piparo presenta, con Un giudice come Dio comanda, il suo cunto speciale su Rosario Livatino, mentre il 25 agosto, Roberto Nobile, racconta Le storie del mondo dalle Metamorfosi di Ovidio e tanti interventi ancora fino alla chiusura con Leo Gullotta, in Minnazza – miti e pagine di Sicilia.
Ci sarà spazio per una serie di incontri e presentazioni, tra queste le avventure del brillante Saverio Lamanna in “Màkari” (Sellerio) con Gaetano Savatteri e la Lectura Dantis di Aldo Cazzullo. 

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