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A rilento la cassa integrazione in Sicilia, gli impiegati chiedono un bonus di 10€ a pratica.

La trattativa tra i sindacati della Regione Sicilia e il governo Regionale per lo sblocco delle pratiche sulla cassa integrazione è ferma a un nulla di fatto. I sindacati hanno avanzato la richiesta di un bonus per gli impiegati che dovranno espletare le pratiche ma la Regione non intende accettare la proposta.

Secondo quanto riportato da Repubblica, il capo dipartimento Giovanni Vindigni ha accusato i sindacati di aver “chiesto di riconoscere ai dipendenti un bonus di 10 euro per ogni pratica analizzata”.

Ad aspettare la cassa integrazione al momento ci sono ancora circa 130mila siciliani. Le pratiche analizzate e trasmesse all’Inps sono state 9666 a fronte di 139mila domande presentate.

Per ammissione dello stesso assessorato, durante un’incontro con i sindacati, il blocco delle pratiche è causato dalla piattaforma informatica della Regione, non all’altezza di gestire le pratiche delle circa 37mila imprese, ragione per cui il capo dipartimento ha convocato i sindacati sottoscrivendo un’ipotesi di accordo, non ancora definitivo per aggiungere altre 100 persone alla squadra di 132 uomini che al momento sta smaltendo le pratiche.

“Grazie all’ipotesi di accordo raggiunta oggi tra le organizzazioni sindacali e il dipartimento Lavoro della Regione – dichiara Angelo Lo Curto della Siad-Cisal – la task-force per la trattazione delle domande di Cassa integrazione in deroga sarà potenziata con almeno altre 100 unità, rendendo più veloci le procedure e quindi i pagamenti degli ammortizzatori sociali”.

“Più personale da utilizzare per più ore nella task Force della Regione – afferma la Uil Fpl – questa la soluzione per ridurre il ritardo causato dal disservizio del sistema informatico e pagare il prima possibile la cassa integrazione in deroga. Rimane pero la vera criticità, ovvero il cattivo funzionamento della piattaforma su cui vanno effettuati subito i dovuti interventi con una verifica dell’Inps”.

“Non potevamo restare fermi davanti all’impasse che rischiava di lasciare in un limbo migliaia di aziende dell’isola – dichiara Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia, e il Fabrizio Lercara, segretario regionale con delega per i dipendenti regionali – non potevamo permettere che la responsabilità di questo disservizio ricadesse sulle spalle dei dipendenti regionali. Così, abbiamo presentato alla Regione il nostro progetto, basato interamente sugli strumenti messi a disposizione dall’innovativo Contratto collettivo di lavoro regionale firmato lo scorso anno, e abbiamo trovato la condivisione di tutti i soggetti coinvolti”. Di tutti meno che della Regione: “Io – allarga le braccia Vindigni – ho solo detto che sottoporrò la questione al vertice politico”.

La Cisl replica: “Restiamo spiacevolmente sbigottiti davanti alle dichiarazioni del dirigente generale del Dipartimento Lavoro, Giovanni Vindigni. Far passare i sindacati come soggetti che hanno meramente chiesto soldi in più per i lavoratori regionali mentre migliaia di siciliani attendono il disbrigo delle pratiche per la Cassa integrazione in deroga è offensivo”. È questa la replica del segretario generale della Cisl Fp Sicilia, Paolo Montera, e del segretario regionale con delega ai dipendenti regionali, Fabrizio Lercara, alle dichiarazioni del dirigente regionale pubblicate oggi sul quotidiano La Repubblica Palermo.

“Sin dal primo momento è stato palese che Vindigni non avesse un piano per risolvere il problema. Ciò nonostante abbiamo letto roboanti annunci sulla stampa in merito al rientro dei lavoratori dallo smartworking nonostante le norme sull’emergenza sanitaria Covid-19 in corso. E nel frattempo migliaia di siciliani attendevano risposte. Ecco perché – proseguono Montera e Lercara – i sindacati hanno responsabilmente e rapidamente lavorato per trovare una soluzione, oltre che per sopperire alla malaburocrazia generata dalle inefficienze di una macchina vecchia e obsoleta. L’accordo raggiunto ieri, che ha ottenuto anche il plauso dell’assessore alla Funzione pubblica Bernardette Grasso, è interamente basato sul nuovo contratto collettivo di lavoro regionale, dove sono previsti istituti e fondi proprio per particolari attività straordinarie. Oltre al fatto che, per risolvere i problemi di disorganizzazione, sono stati coinvolti per lo più dipendenti che svolgono mansioni superiori. Vindigni, arrivato da poco al ruolo di dirigente generale – concludono Montera e Lercara – avrebbe dovuto riconoscere la propositività dei sindacati e dovrebbe ora ripensare la sua posizione”.

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