A San Vito Lo Capo “Marina Bay” prepara un nuovo progetto, il comitato per il NO alza le barricate.

A San Vito Lo Capo si parla ancora di “Marina Bay”. La società che spinge per la costruzione di un mega albergo sullo spazio demaniale intorno alla zona del porto.

Lo scorso 16 gennaio, la società è tornata a farsi sentire. Dopo il parere contrario dell’amministrazione comunale e la bocciatura del primo progetto, i rappresentanti della società hanno incontrato l’amministrazione comunale, la quale ha fatto sapere, che a breve verrà presentato un nuovo Masterplan progettuale e che il Sindaco renderà pubblico il nuovo progetto  una volta consegnato.

Secondo l’amministrazione comunale, nessuna decisione su un progetto così grande può essere presa senza il coinvolgimento della collettività e degli operatori del territorio. Per cui, il progetto sarà prioritariamente sottoposto ai rappresentanti dei gruppi consiliari e successivamente all’intera comunità.

Dall’altro lato, i membri del comitato “No Marine Resort”, con una nota ufficiale affermano che il sindaco ha ribadito ciò che loro sostengono da sempre e cioè: “Il progetto della Marina Bay non è mai stato ritirato né bloccato. Esiste, verrà modificato (come?) e costituisce la minaccia concreta di cui abbiamo paura da sempre; la società Marina Bay non ha mai incassato il No ufficiale che la nostra amministrazione avrebbe dovuto darle adottando la delibera di consiglio del 01 Febbraio 2018 e mettendo fine alla tragica vicenda; la società Marina Bay, non avendo ottenuto il NO unanime dettato dal Consiglio Comunale, bensì i “Miti Consigli” dichiarati dal Sindaco, intende oggi proseguire l’iter pendente del quale aveva richiesto (ed ottenuto) la sospensione“.

“Davvero dobbiamo credere che i professionisti della Marina Bay” – si chiedono i membri del comitato – “abbiano percorso oltre 100 chilometri, per più di un incontro, solo per informare il nostro Sindaco che a breve verrà presentato il masterplan? Quale è stato il contenuto dei ripetuti incontri? Sono state date delle direttive sulla base delle quali rimodulare l’esistente progetto? No, la nostra intelligenza non verrà mortificata”.

Fa discutere anche l’articolo apparso sul settimanale trapanese Social, al quale il comitato “No Marine Resort” ha replicato con queste parole:.
Abbiamo sempre denunciato il timore di vedere una delle spiagge più belle d’Italia, aggredite dal cemento. Adesso abbiamo il dovere di denunciare di essere noi vittima del “mascariamento”, da un articolo pubblicato su un noto settimanale trapanese e non firmato“.

“Nell’articolo si parla di comunità-popolazione che ha affittato, spesso in nero, case, appartamenti e quant’altro e che più di recente s’è scoperta operatrice turistica specializzata in bed and breakfast. Ancora l’autore, riferendosi alla difesa del territorio posta in essere da questo Comitato e da altri attori sociali intervenuti in questi mesi, la descrive come tentativo di difendere lo status quo che, a parole, in tanti vogliono cambiare appellandosi allo sviluppo sostenibile, alla crescita consapevole, e che invece difendono a tutti costi perché ritengono di esserne primi beneficiari e protagonisti. Tutto ciò senza citare alcun dato a supporto. Tali affermazioni sembrano essere figlie della folle paura che il nostro movimento è in grado di incutere nelle menti più retrograde, proprio in quelle menti così ancorate al passato che oggi, nel difendere lo status quo che garantisce loro benefici e protagonismo, azionano la macchina del sensazionalismo per annientare il pericolo di un futuro sostenibile e pulito a 360°. In fondo, l’attacco del settimanale trapanese ci rassicura e rincuora sul fatto che l’itinerario è corretto, e che le corde sono quelle giuste”.

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