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“Aiuto, stiamo morendo”: Sufien Saghir, si tuffa e salva mamma e bimbo durante l’alluvione di Palermo

Un ragazzo palermitano di 22 anni di origini marocchine, Sufien Saghir, che un mese fa era stato accoltellato a Passo di Rigano, era in colonna in auto con alcuni amici sul ponte di viale Lazio mentre arrivava quella tremenda bomba d’acqua che trasforma le strade in fiumi e le macchine galleggiavano nel fango. Sentì il pianto di un bimbo e le urla della mamma. Sufien Saghir non resistette, non pensò se fosse il caso, si tuffò in un fiume di fango e detriti senza pensarci due volte e portò in salvo mamma e bimbo.

“Aiuto, stiamo morendo”– urlava la mamma nel sottopasso di viale Regione Siciliana.- “Non so nuotare, non so nuotare, salvatemi!”. Questo l’urlo disperato e drammatico della ragazza che, su una tavola di legno trasportata con violenza dalla corrente, stringeva forte il suo bambino di appena due anni.

Così il giovane di origini nordafricane, ma nato a Palermo, ha abbandonato la sua auto, non ha aspettato un attimo e ancora con i punti e il busto per la coltellata ricevuta qualche settimana fa, si è buttato nel fango e come fosse su uno scivolo è arrivato a quella zattera, improvvisata ma provvidenziale, fino al sottopasso ed è riuscito a metterli in salvo.

Mentre viale Regione Siciliana si trasformava in un pantano di lamiere e di macchine rovesciate, portando Palermo su tutti i giornali e telegiornali, con i soliti commenti, di chi tutto sa, e tutti accusa, per non aver saputo affrontare un temporale e mentre qualche agenzia di stampa batteva la notizia di due morti, un ragazzo di appena 22 anni metteva in salvo due vite mettendo a rischio la sua.

A chi gli fa notare che ha corso un grosso rischio nella sua condizione ancora dolorante ha risposto -“Stavano annegando, lei si aggrappava a me, ho rischiato di morire anch’io perché lei aveva paura, non sapeva nuotare, quindi portava la mia testa sott’acqua per restare a galla”. E conclude con semplicità – ” L’ho salvata, li ho salvati. Lei mi ha detto che sono il suo angelo, il suo eroe. Ma io non sono nessuno”.

Sufien Saghir tiene in mano la maglietta del bimbo appena salvato

Davanti a un essere umano che annega Sufien non ha esitato a tuffarsi, una lezione di umanità per tanti leoni da tastiera, che non conosce colore, razza e religione. Una notizia che chiaramente non avrà grossa risonanza ai fini della propaganda politica.

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