Alla scoperta dei tesori della Tonnara di Bonagia, a pochi km da Trapani.

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Ai piedi del Monte Erice, proprio sul mare, c’è una delle più antiche Tonnare dell’isola.

Un luogo ricco di storia e di storie, come quasi ogni angolo della Sicilia; un luogo ricco di fascino e mistero.

Tonnara di Bonagia
La Torre di avvistamento della Tonnara di Bonagia, in territorio di Valderice, nel Trapanese, risalente al XVIsecolo (epoca Normanna), è oggi un museo della pesca del tonno.

Distrutta nel 1624 da una banda di pirati e ristrutturata nel 1626, originariamente di proprietà della Regia Corte di Napoli, da oltre due secoli è gestita da privati: oggi sorge all’interno di un suggestivo complesso ricettivo, di proprietà dell’imprenditore Andrea Bulgarella.

Il museo nasce per volontà dell’associazione “Salviamo le tonnare”, fondata dall’imprenditore Nino Castiglione, da anni impegnato a conservare la memoria di un’arte che, dopo la scomparsa degli ultimi Rais, rischia di finire nell’oblio. Un progetto che prevede, tra l’altro, il restauro delle maestose muciare, le barche usate per la mattanza.

Lo scopo è quello di far conoscere ai turisti la storia della mattanza, un rito antico ormai dismesso.

Vecchia Muciara
Nel 1200 i sovrani normanni elencavano la Tonnara di Bonagia tra i beni appartenenti alla corona e concedevano ai privati la possibilità di esercitarvi la pesca del tonno dietro investitura regia.

La pesca del tonno si svolgeva da Aprile a Giugno.

Oggi la tonnara, non più attiva, è stata trasformata in albergo, ma rimane in buona parte la sua fisionomia originaria.

Si può visitare il grande baglio dotato di un’ampia corte centrale su cui si affacciano vari fabbricati, quelli che un tempo erano i magazzini, le stalle, le cucine, il locale del forno e persino un mulino. In fondo alla corte c’è una chiesetta, detta del SS. Crocifisso dove un tempo il Rais era solito raccogliersi in preghiera con i suoi marinai prima di partire per la mattanza, mentre l’antica Torre, un tempo necessaria per avvistare i pirati, ospita oggi il Museo della Tonnara.

Al suo interno, attrezzi di lavoro, utensili e una mostra fotografica che racconta le varie fasi della pesca del tonno.

Inoltre, alla visita fanno da sottofondo i tipici canti dei pescatori, le antichissime Cialome.

Le Muciare della Tonnara di Bonagia

La storia

Nel 1638 la tonnara venne posta in vendita dalla regia corte e la prima proprietaria fu una trapanese, donna Caterina Stella un’abile e dinamica mercante appartenente ad una dinastia di rais.

Fu il figlio Antonino il primo barone di Bonagia e i suoi discendenti trasferitisi a Palermo, legati alle loro origini trapanesi, fecero costruire una magnifica residenza in via Alloro 50, dandovi il nome di Palazzo Bonagia.

Si tratta di un edificio, in stile rococò, a più piani che presenta un ampio scenografico scalone di marmo rosso di Castellammare incastonato in una miriade di colonne, archi e stucchi e sovrastato da una spettacolare balaustra.

Affissa all’ingresso della imponente Torre, a pianta quadrata con base scarpata, si trova un’incisione che rimanda al 1626, anno in cui fu ristrutturata dopo essere stata distrutta dai pirati in una violenta incursione nel 1624.

“Era un lunedì di Giugno, quando intorno a mezzanotte 13 galee di corsari provenienti dall’Africa apparvero all’improvviso nel porticciolo di Bonagia. Approfittando della scarsa luminosità della luna che quella notte era nel suo ultimo quarto, arrivarono sino a ridosso della torre di guardia tempestandola con più di 200 cannonate che con un sibilo sinistro si andavano a schiantare su quelle pareti sino ad aprirne una breccia”.

In quel periodo, proprietaria della tonnara era un’altra donna: la baronessa Angela La Grua in Fardella (dal 1621 al 1627) che era la nipote di donna Laura Lanza, meglio nota come la baronessa di Carini. La vicenda della baronessa, sorpresa in una stanza del castello di Carini in compagnia dell’amante, Ludovico Vernagallo ed uccisa dal padre con due colpi di spada è stata oggetto di molte rappresentazioni. Tra gli ospiti illustri che hanno visitato la tonnara di Bonagia va sicuramente segnalata la presenza, se pur fugace e inaspettata, di Sua Maestà Vittorio Emanuele III° Re d’Italia nel Giugno del 1922.

Tratto da “LA TONNARA DI BONAGIA “ di Salvatore Grammatico.

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