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Alla scoperta della Sicilia di Saverio Lamanna. Tutte le location della fiction Màkari

Abbiamo tutti visto, atteso, gioito orgogliosamente per la fiction Màkari andata in onda nelle settimane scorse su Rai 1. Una miniserie che tanto ha entusiasmato e diviso, che ha appassionato e deluso, che ha animato il web con numerosi commenti ed è stata come si poteva intuire oggetto di tanti paragoni, tante precisazioni, tanta critica ma anche tanto amore per questa terra e soprattutto per questo angolo di Sicilia.

“Ho voluto raccontare la Sicilia che ho trovato: non mi sono sentito in dovere di fare qualcosa di simile o di opposto rispetto a Montalbano, anche se il paragone era inevitabile”. Così ha dichiarato il regista Michele Soavi in un’intervista rilasciata a Elle Decor.

E l’abbiamo letto, visto, toccato con mano ovunque questo paragone, talvolta indulgente altre volte critico, a volte aspro. Ma tutti d’accordo, si sono espressi con una voce unanime, circa l’ambientazione in questi luoghi di una bellezza disarmante, selvaggia, incontaminata, un po’ aspra, dalle montagne aguzze e con paesaggi quasi lunari (come li definisce Soave). Uno spot efficacissimo per le bellezze della Sicilia.

A fare da sfondo e cornice alle indagini di Lamanna sono il golfo che dà il nome alla serie, Macari, la baia Santa Margherita, la natura incontaminata della Riserva naturale dello Zingaro, la tonnara di Scopello a Castellammare del Golfo, le cave di marmo di Custonaci, la grotta Mangiapane, Trapani, Segesta, Ragusa Ibla e ancora altri posti incantevoli.

Questi i quattro episodi: I colpevoli sono matti e La regola dello svantaggio andate in onda rispettivamente il 15 marzo e il 16 marzo. A seguire È solo un gioco del 22 marzo e infine il 29 l’ultimo episodio, La fabbrica delle stelle.

Le riprese di Màkari hanno preso il via da Palermo, sicuramente con lo sbarco in nave al porto, nell’agosto 2020, per spostarsi successivamente nella provincia di Trapani. Molte e suggestive le immagini del capoluogo di provincia che tanto hanno animato la discussione come il corso Vittorio Emanuele che nella finzione doveva essere Palermo. Del resto anche la più famosa “Montalbano” ha avuto delle locations sparse per la bella Sicilia e ambientate, per esigenze di copione o per strategie di visibilità, in più province e in una Vigata inesistente, come un puzzle geografico, un tour nei luoghi più belli, una cartolina della Sicilia.

Abbiamo visto i simboli di Trapani come la bellissima Torre di Ligny e la Colombaia, l’ex Grand Hotel alle spalle della statua di Garibaldi, con i suoi balconi che si affacciano sul porto. La scena del pozzo, dove è caduto il bambino nel primo episodio, è stata girata nella Tonnara di S. Giuliano che è la più antica della Sicilia occidentale lungo il litorale nord di Trapani. Abbiamo visto Segesta che ha fatto battere il cuore a tanti nostalgici, Mothia e il suo imbarcadero, le saline e un tramonto da perderci la testa, il ristorante allestito a Scopello, nella vecchia tonnara.

Su tutte impagabile la vista sul golfo, con sovrano e custode di tanta bellezza Monte Cofano; un affaccio dal balcone di casa, di quella meravigliosa villa che ha fatto innamorare tanti.

La serie televisiva ha sicuramente contribuito a dare l’immagine di una Sicilia davvero speciale, a misura d’uomo, sia per quanto concerne i paesaggi, caldi e luminosi, che ci hanno fatto sospirare, sia per la voglia di estate, di mare, di vacanze che cade in un periodo, carico di tante difficoltà, come quello che stiamo attraversando e che speriamo poterci lasciare alle spalle presto. Ci auguriamo che questa fiction possa servire da volano per rilanciare sia il turismo locale ma anche quello oltre lo stretto, pandemia permettendo.

 

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