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Amaro Averna, l’amaro siciliano famoso e apprezzato in tutto il mondo

Storia

Nel 1802 nasceva Salvatore Averna che, cresciuto a Caltanissetta, divenne ben presto uno dei membri più attivi della comunità nissena. Fu giudice di pace e benefattore dell’abbazia di Santo Spirito, a Caltanissetta. Qui, come in tutti i monasteri europei, i monaci producevano un liquore di erbe che, pur essendo “amaro”, era gradevole e si credeva avesse doti toniche e terapeutiche. Nel 1859, Fra Girolamo, un frate cappuccino dell’Abbazia di Santo Spirito, per sdebitarsi dell’aiuto ricevuto in un momento di sua difficoltà, donò al suo benefattore, Salvatore Averna, la ricetta di quel liquore in segno di riconoscenza. Ricetta che fu usata per una produzione riservata agli ospiti di casa Averna.

Abbazia S. Spirito a Caltanissetta

Nessuno dei due avrebbe mai potuto immaginare che quella ricetta sarebbe poi diventata così famosa in tutto il mondo. Si sa solo che nella ricetta ci sono erbe, spezie e radici provenienti da Caltanissetta stessa e da tutto il mondo, il resto è un segreto che, da da più di 150 anni, si tramanda segretamente tra le generazioni. Fu Francesco, figlio di Salvatore Averna, a promuovere l’amaro, partecipando a diverse fiere, in Italia e all’estero. Durante una visita privata del re Umberto I, nel 1895, Francesco ricevette una spilla d’oro con le insegne di casa Savoia. Successivamente Vittorio Emanuele III, fece apporre lo stemma reale con la scritta “Brevetto della Real Casa” sulla etichetta del liquore così che l’azienda Averna divenne fornitrice della Real Casa. Francesco arricchì l’etichetta dell’amaro con tutti questi attestati e riconoscimenti.

Nasce lo stabilimento Amaro Averna

Quando, improvvisamente, scomparve Francesco, la moglie, Anna Maria, presto aiutata dai giovani figli, prese in mano l’azienda e fu un esempio importante di imprenditrice donna, nel cuore della Sicilia di inizio novecento. I figli di Francesco (Salvatore, Paolo, Emilio e Michele) incrementarono la produzione anche attraverso le difficoltà delle 2 guerre mondiali. Infatti l’azienda continuò la produzione senza mai fermarsi, e iniziò ad esportare in America. Nel 1958 l’Azienda Averna divenne una società per azioni (la Fratelli Averna S.p.a) e qualche anno dopo fu anche costruito un nuovo stabilimento. Nel 1978, dopo 110 anni e tre generazioni, si riuscì a trasformare, quello che era nato come un prodotto artigianale ad uso familiare, in una azienda importante del mercato italiano.

Fratelli Averna- la fabbrica

Averna esporta nei mercati esteri

Dopo il successo sul mercato nazionale, l’azienda Averna, ha visto un crescente sviluppo anche sui mercati esteri. L’amaro Averna, vellutato al palato, si presenta di colore scuro, con un sapore non eccessivamente amaro, un gusto ricco, rotondo e avvolgente, caratterizzato da note di liquirizia e spezie, un perfetto equilibrio tra dolce-amaro, capace di far assaporare “il gusto pieno della vita”. Ha una gradazione alcoolica pari a 29°. Senti i profumi del miele e della macchia mediterranea, rosmarino e origano, il tutto su uno sfondo di scorza d’arancia amara. Il liquore si beve liscio o con ghiaccio, come digestivo o bevanda estiva.

Spezie varie

“Tra gli ingredienti di Averna ci sono il limone di Sicilia, l’arancia amara e il melograno. Tutte le altre componenti sono top secret” – ripetono con un sorriso i dipendenti dello stabilimento. Impossibile saperne di più. È così possibile trovare sacchi di misteriose “palline nere” e di altrettanto ambigui “legnetti”.

Ingredienti segreti

Amaro Averna diventa proprietà di Campari

La società Averna è stata acquisita nel 2014 dal Gruppo Campari. Cuore dell’attività rimane lo storico stabilimento di Caltanissetta dove si produce l’infuso che poi viene spedito al nord per essere imbottigliato. Possibile visitarne il museo che ti accoglie all’ingresso dello stabilimento e senti tutta la storia, i profumi e i sapori del territorio e, aggiungo io, un misto di amarezza che non è proprio “quel gusto vero della vita”, ma quel cambiamento che la mondializzazione, la concorrenza e quello che oggi si chiama “il mercato” impone se vuoi essere competitivo. Dove i grandi devono diventare sempre più grandi e si perde la giusta misura …

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