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Angelo, il professore che, zappa alla mano, sta ripopolando di alberi il parco di Custonaci

Ad appena 500 metri dal Santuario e dal centro storico di Custonaci si trova il “Parco Suburbano di Portella del Cerriolo” che consiste in un’ampia area verde sita su una rocca, gestita dal Comune di Custonaci. Essa è costituita da macchia mediterranea con prevalenza di palma nana (giummarra), euforbia e agave. Dalla zona più alta del parco si può ammirare lo splendido scenario che da Cofano arriva ad Erice, con la sinuosa costa del Golfo di Bonagia. Il percorso interno al Parco suburbano era l’unico che un tempo collegava Custonaci al Monte Cofano, e veniva usato dai pellegrini che si recavano alla cappella del Crocefisso, ai piedi dello stesso monte.

Ci siamo recati all’ingresso del parco e abbiamo incontrato Angelo Vassallo, un cittadino, custonacese nominato dal Sindaco esperto del verde urbano a titolo gratuito. Angelo è un professore, un cultore del bello, un artista, un amante del decoro, rispettoso della natura e dell’ambiente.

Quando lo abbiamo incontrato era in procinto di piantare degli oleandri all’ingresso del Parco per nascondere col verde le brutture, cumuli di detriti di cava, vecchie recinzioni di filo spinato. La scelta dell’oleandro ha un significato preciso, perché – ci racconta – “è una pianta che resiste e riparte dopo gli incendi”.

Sempre attento ai bisogni di una comunità, con uno sguardo privilegiato verso le fasce più fragili, nel suo prodigarsi per il territorio, è una fonte inesauribile di idee, di progetti, di programmi che “per concretizzarsi – dice – hanno bisogno di larghe adesioni, a lungo termine, specialmente da parte dei cittadini, perché un progetto, soprattutto se legato al territorio, si tiene in vita con attività di continua sorveglianza e manutenzione, ma anche attraverso regole che ne garantiscano la giusta fruizione”.

Un progetto di tale importanza non può fare a meno di un occhio attento, presente e lungimirante della politica. “Dopo anni – ci spiega Angelo – il Comune è finalmente ritornato a finanziare il capitolo di bilancio destinato al Parco”.

Il suo obiettivo è il rimboschimento del parco; per far questo, lo scorso novembre, ha organizzato due giornate dedicate alla festa dell’albero durante le quali si è servito della collaborazione dei cittadini che hanno donato gli alberi che loro stessi hanno messo a dimora. Angelo sogna di creare all’interno del parco un’area gioco per i bambini, togliendo dalle piazze quegli impianti ferrosi che, lasciati al degrado, contribuiscono all’abbruttimento e sogna anche di realizzare un’area attrezzata per accogliere i cavalli e usufruirne, sia a scopo riabilitativo, come ippoterapia, che a fine turistico. “Lavorare per il rispetto del territorio e dell’ambiente non è bloccare l’economia ma valorizzare e incentivare il turismo”.

Uno dei problemi emergenti del parco è la piaga degli incendi. Ogni anno, complice lo scirocco, il parco, per la mano scellerata di qualcuno, è devastato dalle fiamme. Angelo avanza una soluzione al problema – “sensibilizzare tutte le associazioni che hanno a cuore il territorio e che potrebbero donare il loro tempo, una giornata a turno, da giugno a settembre per fare presenza, vigilanza in rappresentanza dello stato”. E aggiunge – “Anche il pascolo può essere una risorsa per la salvaguardia del territorio, nel rispetto delle regole. Perché dove c’è presenza e vigilanza la malavita tira dritto e là dove le istituzioni non arrivano, a prendersene carico deve essere il cittadino, perché il cittadino è comunità”.

Anche a noi Angelo ha chiesto un piccolo e simbolico contributo per la rinascita del parco: una pianta di mandorlo che saremo felici di donare, piantare e veder crescere.

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