Caro direttore Feltri, la invitiamo in vacanza in Sicilia. Imparerà che non siamo inferiori a nessuno

“ Non invidio a Dio il Paradiso perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia (…)” ( Federico II di Svevia, 1194-1250)

Egregio direttore Feltri, da Siciliano innamorato della mia terra e della mia gente, volevo cogliere l’occasione di questa breve lettera per invitarla a trascorrere in Sicilia le imminenti vacanze estive. Approfitti del fatto che il presidente Musumeci ha aperto le “frontiere”. Sono sicuro che per lei sarà un’ occasione per rilassarsi, godere di meraviglie naturalistiche e architettoniche uniche al mondo, e per ricredersi su alcune sue poco felici dichiarazioni, frutto ne sono sicuro della sua scarsa conoscenza dell’immensa cultura millenaria di cui ogni singola pietra di questa terra è impregnata.
Qui troverà un territorio che spazia dal mare alla montagna, una terra capace di appagare ogni aspettativa con la sua prorompente e grande bellezza.

Dalle spiagge  incontaminate, libere e aperte a tutti, a quelle turistiche ed attrezzate; dalle montagne innevate e dai vulcani, alle campagne dai colori esplosivi che profumano di zagara. Dai caratteristici paesini montani che profumano di pane caldo e dolci della tradizione, alle città d’arte; dai musei a cielo aperto, testimonianza di millenarie civiltà, agli scorci naturalistici che offre la nostra terra, una terra sorprendente, difficile da immaginare da chi non ha mai avuto l’opportunità di visitarla e scoprirne la vera anima.

Nessuna eloquente descrizione può rendere giustizia alla realtà, sebbene nei secoli tanti illustri viaggiatori, tra pittori, poeti e scrittori, ne abbiano divulgato la bellezza con capolavori di arte e letteratura. 
Tra tutti, mi piace ricordarle, il grande poeta latino Lucilio e il pittore ed architetto francese Jean Pierre Houel, il famoso musicista e compositore tedesco Richard Wagner, e lo scrittore Guy de Maupassant.

Infine e non ultimo lo scrittore tedesco Johann Wolfgang Von Goethe che, arrivato a Palermo il 2 aprile 1787 scriveva: “Non saprei descrivere con parole la luminosità vaporosa che fluttuava intorno alle coste quando arrivammo a Palermo in un pomeriggio stupendo. La purezza dei contorni, la soavità dell’insieme, il degradare dei toni, l’armonia del cielo, del mare, della terra…chi li ha visti una volta non li dimentica per tutta la vita”. 

Visitando la nostra isola, si renderà conto che il valore aggiunto che fa di questa terra uno dei luoghi più importanti e ricchi di storia al mondo è senza dubbio il popolo che la abita, legato alla propria terra da un legame inscindibile e viscerale, una forza indissolubile che chi sbarca qui percepisce da subito.

Caro direttore, qui in Sicilia imparerà che quello siciliano non è un popolo inferiore a nessuno, piuttosto si accorgerà subito di trovarsi in mezzo a un popolo fiero delle sue origini e tradizioni, che si distingue per il calore umano e per la sua indole che lo rende familiare e amichevole, generoso e accogliente, mai subalterno. Queste qualità del popolo di Sicilia talvolta risaltano ancor più della bellezza del posto, soprattutto davanti a un mondo ormai globalizzato e scarno di valori, dove le persone sono considerate numeri e tutto tende ad essere uguale.

Ecco perché la invito a visitare la Sicilia, come scrisse Goethe in una delle sue citazioni più famose: “L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa”.

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