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Donne e uomini. Uniti, complici e indipendenti. Donne e uomini. Uniti dall’amore e dal rispetto

di Angela Badalucco

Stamattina leggo un post/slogan che condivido in pieno che dice: “Se mai abbasserò la testa…sarà solo per ammirare le mie scarpe”. Condivido tutto, parole, metafora eccetera, un po’ meno il simbolo delle scarpe, rosse e con un tacco da piano rialzato che ancora una volta rappresentano, a mio parere, naturalmente discutibile, la sensualità e la passione. Argomenti di cui si nutre quel certo universo maschile. La femminilità non deve passare attraverso un simbolo, sicuramente sbaglio io. Rispetto e ammiro e un po’ invidio chi le ama e le calza quelle scarpe. Adoro chi si veste valorizzandosi, chi si trucca, si coccola per piacersi, ma “per piacersi”. Guai se sfociamo nel “per piacere”.

25 Novembre: Ricorrenza “storica”

Una donna deve essere prima di tutto una persona, un essere umano che deve bastare a se stessa. Guai a dare contenuto vero al termine “la mia metà”. Io non sono e non voglio essere la metà di nessuno. Io, donna, voglio essere intera perché quando quella “metà” non la riconosco più non devo vacillare perché mi manca il sostegno, la famosa stampella! E’ un problema di insicurezza, di ingenuità, di paura e spesso, purtroppo, di dipendenza economica. Ma non sempre.

Ancora stamattina con rabbia, sento alla radio di altri due omicidi a carico delle donne, in famiglia anche queste, naturalmente. Dico OMICIDIO. Trovo ammiccante la parola femminicidio, mi sa tanto di categoria a parte, è OMICIDIO di una persona. Mi sembra più coerente “donnicidio”; nel termine femmina leggo qualcosa relegato al sesso. Forse perché ho attraversato tutto il 68 in pieno e risento ancora di quel periodo di lotte per trovare una nostra identità e indipendenza. E non finirò mai di dire che la prima indipendenza è quella economica. Avere la patente è un altro strumento di libertà e purtroppo molte donne della mia età hanno sottovalutato questo. Un tempo si passava dalla casa del padre alla casa del marito; spesso per sfuggire a quella gabbia si cadeva nell’altra. Una volta esisteva il delitto d’onore. Una volta la moglie sul posto di lavoro era “catalogata” col cognome del marito. Tutti segni di una cultura di dipendenza, di essere di seconda categoria che per fortuna sono caduti. Ma a far cadere, nel profondo, una cultura, la cultura della predominanza, ci vuole tempo, forse secoli.

Dopo aver espresso questi miei pensieri dico che io ho avuto una famiglia meravigliosa, dove, in effetti dominava il matriarcato, altro che dominanza maschile, dove l’amore, la collaborazione e il rispetto erano di casa. Ho creato la mia famiglia con gli stessi valori e le stesse fondamenta. Amo e adoro l’universo “maschile” e sono convinta che la mente umana è un mondo inesplorato e inesplorabile e quello che scatta in persone così dette “normali”, sia culturalmente che economicamente, è inspiegabile e inaccettabile. Figuriamoci là dove alberga una sottocultura e si naviga in gravi situazioni di disagio sociale! E non dico niente di nuovo quando penso che i primi segnali di dominanza noi donne le dobbiamo cogliere molto lontano, quando ci appaiono sotto forma di vezzi e coccole. “Non vestirti così” o “Cambia quella gonna” o ancora “Togliti quel trucco” perché mi piaci di più senza. Queste sono le avvisaglie di una prepotenza in agguato. Non c’è solo la violenza delle mani, la più subdola è la violenza sotterranea, quella che poco alla volta ti annienta, ti fa sentire inadeguata e ti convinci che non vali niente. Quella è più pericolosa di uno schiaffo. Quella ti ha già ucciso, donna!

Oggi lottiamo e manifestiamo insieme donne e uomini, INSIEME sempre e TUTTI i giorni! Perché i nostri uomini ci amino e ci rispettino e condividano e sostengano sempre la nostra libertà di essere persone. Questo vale anche nel VICEVERSA! Nessuna donna mai pensi o desideri cambiare il “proprio” uomo. Nessuno deve essere come l’altro lo vuole perché sotto quello sforzo di apparire e di compiacere coverà una rabbia tale che prima o poi esploderà. Viva le donne e viva gli uomini. Autentici!

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