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Durante gli scavi per la rete fognaria di Palermo ritrovate monete in bronzo già in uso nel 1282

Durante i lavori di scavo per la rete fognaria in via Roma a Palermo sono state trovate quattro monete di bronzo riportanti l’aquila sul lato dritto e lo scudo aragonese sul rovescio.

Il ritrovamento é avvenuto grazie alla sorveglianza archeologica esercitata dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Palermo, attraverso l’archeologa Giuseppina Battaglia, e nel corso degli scavi condotti sul campo da Andrea Masi, della Cooperativa Paropos.

“Questo rinvenimento nel corso degli scavi di via Roma testimonia l’attenzione con cui la Soprintendenza dei Beni Culturali opera per la tutela del nostro patrimonio. Grazie alla sorveglianza degli archeologi della Regione – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali della regione Sicilia – abbiamo potuto recuperare, nel recentissimo passato, testimonianze molto significative per la ricostruzione storico-archeologica della Sicilia; ultima in ordine di tempo la necropoli con le tombe inviolate a Marsala”.

“Al momento – dice la Soprintendente dei Beni culturali di Palermo, Selima Giuliano – possiamo solo affermare che durante il lungo periodo del dominio aragonese tra il 1282 e il 1516, Messina si trovò ad essere l’unica zecca operante in Sicilia”.

I Denari in bronzo erano utilizzati già dal 1285, sotto il regno di Giacomo d’Aragona, e continuarono ad essere in uso fino al 1503, sotto Ferdinando il Cattolico. 

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