Ex Convento di Santa Maria degli Angeli: cenni storici sulla pittoresca contrada di Martogna

Veduta panoramica da Martogna.

di Sergio Pace

Chi non vorrebbe trascorrere dei piacevoli momenti immersi nella natura, percorrendo antichi sentieri e godendo di magnifiche viste panoramiche? Beh, la risposta la conosciamo. Ed è facile contestualizzarla al nostro meraviglioso territorio. Diversi nostri luoghi rispondono a tale descrizione, anche conosciutissimi, ma forse uno dei posti più indicati da esplorare e da apprezzare è la contrada di Martogna, a metà della più antica strada che conduceva al Monte Erice, l’attuale via Vecchia Martogna. Si tratta di un’area naturalistica piena di verde (pini marittimi, eucalipti e specie quercine) e rappresenta un luogo ideale per gli amanti del trekking, delle escursioni e della natura. Una vera e propria oasi di pace e di relax. Ma non solo. Infatti l’area di Martogna ci regala anche spunti storici interessanti ed antiche architettureconventuali. Sappiamo dalle varie fonti storiografiche e dai resti archeologici rinvenuti in zona che l’area, cosi come altri versanti alle pendici del monte Erice, venne utilizzata come base per vari sistemi di difesa, con mura e torrioni, e per presidi militari all’epoca della prima guerra punica, che vide fronteggiarsi Cartaginesi e Romani, con quest’ultimi usciti vincitori nella definitiva battaglia delle Isole Egadi il 10 marzo del 241 a.C. In particolare, fonti antiche ci riferiscono di un recinto fortificato, edificato presso Erice nel sito denominato Egitallo, toponimo trasformatosi in Acello già al tempo di Diodoro. L’Egitallo doveva apparire come una “fortezza” o un recinto fortificato di ampie dimensioni, capace di ospitare un campo militare con 800 uomini, che era posizionato sul pizzo Argenteria, zona ritenuta strategica dai Romani per poter organizzare l’assedio alla città di Erice. Diverse sono le testimonianze archeologiche riferibili a tale periodo storico che possono essere rintracciate in zona. Infatti, proseguendo verso Nord-Est dall’appendice occidentale della “contro muraglia” della fortezza dell’Egitallo, nel punto in cui questa sbarra l’antica via di Sant’Anna, detta anche “via romana” che da Trapani conduce ad Erice, si individuano in contrada Martogna i resti di due strutture murarie in grossi blocchi calcarei riconducibili a torri o avamposti difensivi.  Sempre a Martogna, precisamente sul pizzo Castellazzo , si trovano resti archeologici che, grazie a ricerche condotte dalla Bisi negli anni 70, vengono messi in relazione con uno degli accampamenti cartaginesi della prima guerra punica. Martogna quindi presenta anche un’eccezionale valenza storica. Ma c’è di più. Infatti, per le particolari caratteristiche del luogo, isolato e adatto alla meditazione ed al ritiro spirituale, qui troviamo i resti dell’ex Convento di  Santa Maria degli Angeli di Martogna, risalente alla metà del Cinquecento. La narrazione storica riguardo al Convento deve necessariamente partire dalle vicende di un frate, ovvero Jacopo da Gubbio, al secolo Michele Furnari. Originario di Gubbio ed appartenente all’ordine degli “scalzi”,  Giacomo ottenne dal papa Paolo III la licenza di poter predicare sia ai fedeli che agli infedeli e così si mise in viaggio per il Marocco. Ma le avverse condizioni atmosferiche lo obbligarono a fermarsi a Palermo, dove conobbe l’imperatore Carlo V. Fermamente convinto di seguire l’armata dell’imperatore, approdò a Trapani nel 1535, di ritorno dalla vittoriosa campagna di Tunisi di Carlo V. Qui fràJacopo si prende cura degli ammalati e dei feriti reduci dalle battaglie. Indossava un saio di colore grigio, un erbaso, e si dedicò alla carità. A Trapani fu subito ben voluto dalla comunità ed apprezzato per le sue capacità oratorie e per il suo incessante sostegno agli infermi. Ed il trapanese Michele Burgio, ammaliato dalla predica del frate, decise di diventare suo discepolo. Nel 1540 il nobile Giacomo Fardella donò a lui ed alla sua compagnia alcuni terreni  presso la contrada dei Santi Cosma e Damiano. Nel frattempo papa Paolo III, con la bolla pontificia del 31 maggio 1540, ammise gli “Scalzi” alla regola del Terz’Ordine Francescano.  Per iniziativa di Jacopo da Gubbio sorsero in città alcune strutture assistenziali femminili, come il monastero femminile intitolato alla SS. Trinità detto poi della Badia Grande, un reclusorio per le orfanelle ed un monastero per le convertite intitolato a Maria Maddalena per la redenzione delle meretrici. Nel 1546 i frati “scalzi”, grazie ad una bolla pontificia, abbandonarono per l’insalubrità dell’aria la contrada dei SS. Cosma e Damiano per stanziarsi a Martogna. Sappiamo da alcuni scritti del convento, conservati presso l’Archivio di Stato di Trapani, che in questa contrada vi si trovava già un insediamento a torre risalente al XIV secolo, edificato dai Chiaramonte, con una fonte d’acqua e “abbiviratura” annessi. Qui i frati diedero inizio all’edificazione della loro “casa” e nacque quindi il convento di Santa Maria degli Angeli di Martogna, primo convento del terzo ordine francescano regolare di Sicilia. Si dedicarono alla meditazione, alla preghiera edalla cura degli orti e dei frutteti. Ottennero anche l’utilizzo privilegiato dell’acquedotto comunale trapanese, grazie all’atto del vicerè di Sicilia Juan De Vega. I frati fecero diventare Martogna luogo di studio, predisponendo all’interno del convento anche una buona biblioteca, ricca di varie opere d’arte, trasportate in seguito presso la Biblioteca del Convento di S.Rocco di Trapani.

Ex Convento Santa Maria degli Angeli di Martogna, oggi.

Nel tempo il convento mantenne la sua importanza come centro spirituale del terz’ordine, tanto che fu scelto come luogo di noviziato dal pontefice Clemente VIII nel 1600. Fino al 1866 i frati destinarono l’antica chiesa a refettorio. La struttura presentava un’unica navata, con piccoli archi gotici sostenuti da mensole.

Ex Convento Santa Maria degli Angeli di Martogna, particolare.

Lungo le pareti della chiesa erano raffigurate le stazioni della via Crucis su quadretti ad olio, mentre presso l’altare principale veniva venerata una tela raffigurante Santa Maria degli Angeli. Prima che, per effetto delle leggi per l’alienazione dei beni ecclesiastici, il convento e le terre venissero aggiudicate dal sign. Antonio Poma, la struttura doveva presentare numerose stanze, un magazzino per la legna, uno spazioso terrazzo con cisterna, cappella e sagrestia.

Ex Convento Santa Maria degli Angeli di Martogna.

Tutt’intorno uliveti, alberi di carrubbe, mandorle e fichi d’india. Oggi parte della struttura giace in uno stato di totale abbandono, mentre una parte è stata recentemente restaurata e rimessa in piedi per ospitare un B&B. Nonostante ciò,negli occhi e nelle menti di coloro che esploreranno Martogna rimarrà sicuramente intatta la percezione di un luogo incantevole dal punto di vista naturalistico e paesaggistico ed interessante per il suo passato storico.

 Immersi nella natura in contrada Martogna.
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