Fabrizio, il tamburaio di Gangi che ha scelto di credere nella sua terra.

Fabrizio Fazio, 32 anni, di Gangi, e nessuna intenzione di lasciare la sua terra. Vive in un piccolissimo paese in prossimità di Palermo, e nella vita ha scelto di fare un mestiere assai antico ma ormai quasi del tutto scomparso, il tamburaio. E si, perché il tamburo da sempre appassiona e attrae l’uomo grazie alla sua natura vibrante e roboante che risveglia gli istinti e scatena il più recondito ritmo vitale di ognuno di noiLa sua storia non nasce da una tradizione di famiglia, ma da una sua grande passione, coltivata con dalla tenera età, quella per il tamburo. Nel 2012 decide di mettere su la sua piccola bottega, in Piazza del Popolo.
Ha appena 10 anni quando realizza artigianalmente il suo primo tamburo, e da quel momento non si é più fermato.

Ph. guidasicilia.it
«Ho imparato facendo. All’inizio i miei tamburi erano sempre storti e asimmetrici, poi, anche con l’aiuto dei musicisti stessi che mi facevano notare cosa non andava, mi sono perfezionato», racconta.

Oggi Fabrizio è uno dei più ricercati artigiani del tamburo, sempre più apprezzato in tutto il mondo. Costruisce i suoi strumenti con estrema precisione a partire da tre elementi semplici, sublimando materiali di scarto. Il “crivo”, l’antico setaccio di legno, diventa la cassa su cui viene fissata, con colla e spilli, perlopiù la pelle della capra, l’animale più sonoro al mondo, trattata, attraverso un lungo processo che ne evita la putrefazione, con la calce e levigata con la pietra pomice.

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