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Franca Viola, la donna che 55 anni fa fece la storia ribellandosi alla mafia e alle nozze riparatrici

di Angela Badalucco

Io c’ero! Avevo la sua età, avevo la sua ribellione, avevo la sua consapevolezza. Quella certezza che non nasci proprietà di nessuno e lei, FRANCA VIOLA, l’ha urlato in un tribunale dove leggi non scritte, di assuefazione e di subordinazione, di ipocrisia e di falso moralismo, di prepotenza e di abuso, stabilivano cosa doveva fare una donna. In un tempo in cui c’era chi comandava e chi ubbidiva. C’era chi decideva e chi si inchinava. Erano tempi in cui la donna era un oggetto di proprietà e chiunque poteva, spesso anche il padre, decidere del suo destino. E il suo destino era segnato: moglie, madre, serva! Ancora oggi in certe interviste dell’epoca si staglia un’immagine di donna che “doveva fare ciò che dettava un copione deciso dagli uomini, voluto dal bigottismo, dall’ignoranza, da una presunta superiorità maschile, da una scarsa consapevolezza della dignità della persona”. Del resto ancora in un passaggio del rituale del matrimonio si diceva…”la moglie deve seguire il marito”…

Franca Viola oggi

Questa donna straordinaria, di cui sto parlando, Franca Viola, viveva e vive tuttora ad Alcamo, in provincia di Trapani. Oggi ha 72 anni. Ne aveva 17 il giorno in cui il suo ex fidanzato, Filippo Melodia, appartenente ad una famiglia non proprio limpida, dopo numerosi episodi di violenza verbale e minacce, perché rifiutato dalla ragazza, decise di passare ai fatti entrando nella casa di lei con altri 13 giovani armati. Perché i bulli, i prepotenti si rafforzano e si identificano nel branco, si fanno scudo dei seguaci, di chi li fa sentire dei semidei. E di questo potremmo ancora oggi scrivere capitoli e capitoli. Ma in questo caso la prepotenza senza limiti aveva come obiettivo l’appropriarsi della ragazza “disubbidiente”. Quindi, dopo aver devastato l’appartamento e picchiato la madre, rapirono la giovane Franca e il fratellino Mariano, che si era aggrappato a lei. Perché questo sanno fare i prepotenti. Prendersi le cose che non appartengono a loro e farli diventare di proprietà con la violenza.

Franca Viola

Purtroppo per Franca furono giorni di patimento e prepotenze culminati nella violenza e nello stupro. Il fratellino era stato liberato poche ore dopo. Ma lei segregata e umiliata, fu martoriata e insultata, complice la sorella del Melodia in questione. Finché il giorno dell’Epifania, fu rintracciata e liberata dalla polizia.

Ma la forza con cui si scontrarono i malavitosi fu una forza non fisica, la forza della dignità, della volontà e dell’intelligenza; la forza della non assuefazione, la forza della ribellione e del cambiamento. Melodia era convinto di farla “franca” con il “matrimonio riparatore”. Ma dovette fare i conti con il coraggio e la consapevolezza di una ragazza che, fregandosene del rituale concetto in vigore che l’avrebbe dichiarata e bollata come “svergognata”, si oppose a quel matrimonio; quel gesto, quel rifiuto, quella disobbedienza a una legge patriarcale e prepotente, illuminò la Sicilia di quei tempi e non solo, aprì uno spiraglio, diede una svolta alla vita di tante donne succubi. Questo gesto, questo rifiuto che cambiò la storia di Franca, fu una vittoria per tutte le donne e per un paese intero perché questo di rifiutare il matrimonio riparatore non era mai accaduto prima di allora.

“Io non sono proprietà di nessuno” – disse Franca Viola, una grande Donna Siciliana- “Nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto. L’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce”. Solo il padre Bernardo appoggiò e sostenne la volontà della figlia che, contro tutto e contro tutti, pronunciò quella frase che ruppe tutti i dogmi maschilisti in un’epoca e in una Sicilia degli anni 60, nel profondo sud.

Franca Viola dà il via all’emancipazione della donna dalla sudditanza maschile

Melodia e i suoi complici furono condannati a 11 anni di carcere. Franca ha vinto la sua battaglia che è stata la nostra battaglia. Da donna libera, ha sposato un altro uomo riappropriandosi della sua vita. Ci vorranno ancora altri 13 anni perché il matrimonio riparatore e il delitto d’onore spariscano dal codice penale. E c’è ancora tanta strada da percorrere perché, purtroppo, ancora oggi, abbiamo troppi esempi di violenza sulle donne, di abusi, di discriminazioni di genere, di patriarcato malato e maschilismo tossico. Perché i diritti che dovrebbero essere scontati, i diritti all’autodeterminazione, sono conquiste purtroppo difficili e si raggiungono passo dopo passo con grandi sofferenze.

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