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Francesca, medico rianimatore siciliano, scala l’Etna in bicicletta per i diritti delle donne

Ha percorso in bicicletta ben 190 km, scalando l’Etna, per raccogliere fondi per l’organizzazione di un congresso e la costituzione di una fondazione per i diritti delle donne e delle minoranze etniche. E’ la storia di Francesca Rubulotta, medico rianimatore nata in Sicilia, appena rientrata da Londra dove ha lavorato in rianimazione nei durissimi mesi di marzo, aprile e maggio.

“Questa estate avrei dovuto trascorrere il mese di giugno a Catania per l’organizzazione di un congresso e la formazione di una fondazione per i diritti delle donne e delle minoranze etniche. – racconta Francesca – La fondazione avrebbe dovuto avere il nome di iWIN e a causa della pandemia la costituzione e’ stata rimandata al 24 Giugno 2021. iWIN sarà’ una hub/piattaforma dove condivideremo l’esperienza maturata a livello internazionale per facilitare la ricerca e l’avanzamento in campo accademico e clinico delle donne e delle minoranze. iWIN offrirà’ dei modelli (attraverso il network) alle giovani donne per progredire nella loro carriera”.

“Lavorando a Londra in rianimazione, lontana dalla mia famiglia, ho trascorso dei mesi durissimi a marzo, aprile e maggio, dove ho affrontato in prima linea la sfida del coronavirus”.

“A giugno sono rientrata in Sicilia, mi hanno annullato 8 biglietti aerei e sono venuta in macchina da sola da Londra e anche se felice mi sentivo molto stressata. Ho iniziato ad andare in bicicletta, scoprendo un nuovo volto della Sicilia e facendo tantissime nuove amicizie. Rapidamente la bici è diventata una droga. Le endorfine alla fine della pedalata mi rendevano felice e la Sicilia mi sembrava ogni giorno più bella. Ho cambiato il mio schema lavorativo riducendo la mia attività’ privata e ho trascorso quanto più tempo possibile in Sicilia. A settembre la mia capacità di andare in bici migliorava di giorno in giorno, così mi hanno parlato dei brevetti del parco dell’Etna”. 

Continua nel suo racconto Francesca – “Paolo Alberati (ciclista professionista) ha fatto con il suo team una cosa straordinaria. Ha inaugurato nel 2019 il parco dell’Etna creando i brevetti. Nel momento stesso in cui mi hanno descritto il brevetto di “Regina dell’Etna” ho capito che avrei preso questo titolo. Non ho avuto mai nessun dubbio anche se le persone continuavano a ripetermi che era praticamente impossibile”. 

“Per me e’ stato immediato fare l’ associazione tra la montagna, la signora, l’Etna e il mio progetto iIWN. La bellezza e la complessità della signora montagna mi rassomigliava e quasi simboleggiava la donna nel mondo del lavoro. Per questo motivo ho deciso di fare questa scalata per raccogliere fondi per la fondazione iWIN”.  

E ancora – “I miei amici di Acicastello mi hanno aiutata ad allenarmi tutti i giorni, mentre le mie amiche Linda e Gae, di Sicilia in bici, hanno passato insieme a me i fine settimana in montagna. Il brevetto richiede un impegno di 12-18 ore e iniziando il percorso la notte ci sono dei rischi, quali branchi di cani randagi o condizioni meteo avverse, quindi ho avuto una macchina che mi ha seguito con il necessario per tutto il percorso. ll Presidente del CUS Catania iI Prof Luigi Mazzone, che vorrei ringraziare, mi ha dato fiducia e supporto”.

“Avendo saputo che il 10 ottobre del 2019, una ragazza calabrese ha conseguito il brevetto, ho pensato che quel giorno le aveva portato fortuna, quindi ho deciso che avrei anche io fatto il brevetto il 10 Ottobre. La mattina del 10 ottobre alle 1:30 sono uscita da casa e alle 3:04 ho iniziato a pedalare. Un sogno, la luna era ad un passo, le stelle si potevano toccare con una mano, non c’era vento. L’alba sul mare, il sole forte del mattino, i miei amici, i colori, insomma, una giornata indimenticabile”. 

Francesca continua a raccontarci le sue emozioni – “Ricordo quando sono entrata nel bar esagono del Rifugio Sapienza, erano le 17:25, ho visto i miei carissimi amici Domenico e Alessandra, proprietari, amici dai tempi in cui lavoravo nel soccorso alpino e nel 118 elisoccorso, che mi hanno detto che non solo avevo completato il percorso in maniera regolare ma avevo anche fatto il record; lì non ho potuto trattenere le lacrime”. 

Spero che con questa impresa raccoglierò un minimo per supportare questo progetto ambizioso. Essere diventata la regina dell’Etna mi ha dato sicurezza e fiducia. Grazie per il vostro aiuto e gentile offerta!”

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