Frascatole, la leggenda del cous cous “sbagliato”.

Le origini delle frascatole sono molto antiche. Si narra che al tempo della dominazione angioina in Sicilia (1266-1282), le donne del popolo avessero il compito di preparare il cous cous, “ ‘ncocciando” la semola usando l’acqua.

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Ma poteva succedere che, a causa di un errore nell’incocciatura , si ottenevano dei grani di cous cous troppo grossi, spesso anche di forma irregolare. Avveniva, allora, che gli aristocratici rifiutassero quel , che non era degno di essere gustato da “palati raffinati”. Esso, pertanto, veniva portato a casa dalle lavoranti che lo cuocevano, come se fosse una pastina, assieme alle verdure in loro possesso. A quel cous cous venuto male venne dato il nome di frascatole, termine che deriva dal francese “flasque”, che significa morbido, molle. La parola venne trasformata dai siciliani in “frasc”, da cui “frascatole”.

Col tempo le frascatole sono state associate al pesce, perché il loro sapore viene esaltato se immerse in una saporita zuppa di mare. Nell’isola di Favignana gli abitanti sono certi che si tratti di un’invenzione dei propri avi e lo hanno eletto a piatto identitario, ma vi avvisiamo che siamo di fronte a un piatto davvero raro.

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