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Gibellina: Dal 17 luglio all’8 agosto la 39^ edizione delle Orestiadi in omaggio a Federico Fellini

Il teatro in Sicilia riparte e proprio nel luogo segnato da tanta sofferenza come Gibellina.
Dal 17 luglio all’8 agosto andrà in scena la 39° edizione delle Orestiadi, tra il Baglio Di Stefano e il Cretto di Burri.
Quest’anno il Festival è dedicato al centenario di Federico Fellini, ma più in generale ai sogni e alla Sicilia. ” Non sarà una rassegna d’emergenza – dice il direttore artistico Alfio Scuderi – ma per l’emergenza, con un programma che mette a fuoco tutta la responsabilità che abbiamo verso un settore che ha pagato molto caro questi mesi di silenzio”.
“Sarà un Festival siciliano – spiega Scuderi – che vuole supportare tutti quegli attori e musicisti che non lavorano da gennaio. L’idea è nata per rendere omaggio a Fellini, al suo immaginario, a quei sogni che hanno preso vita nei suoi film, e alla profetica scrittura di Sciascia. La cultura deve essere sinonimo di resurrezione, di crescita, di lavoro. Quest’anno l’autore siciliano al centro della riflessione sarà Leonardo Sciascia con due racconti gialli tratti da “Il mare color del vino”.” Si parte il 17 luglio con “Teatro, cinema e sogno” con Vincenzo Ferrera, la musica di Dario Sulis e Diego Spitalieri, che lasceranno il posto all’ospite d’onore del Festival: il cantautore Niccolò Fabi. Legato al cinema è il progetto firmato da Scuderi e Umberto Cantone,. “Quel film sono io”, tratto dal saggio di Olivia Rosenthal, con Alessio Vassallo, Filippo Luna, Silvia Ajelli, Aurora Falcone, Daniela Macaluso e Gaia Insenga.<

br>Ma si alterneranno sul palco Paolo Briguglia, Fabrizio Ferracane con “Orapronobis” di Rino Marino. Ad Agosto la scena è il celebre Cretto, il 7 per l’omaggio alla narrazione siciliana con Gaspare Balsamo, Davide Enia e Vincenzo Pirrotta e si chiude sabato 8 agosto con l’omaggio a Fellini, protagonisti Francesco Scianna, Roy Paci, Angelo Sicurella .
Per le regole in vigore tutto il pubblico sarà seduto, distanziato, e con mascherina. Calogero Pumilia, presidente della Fondazione ha sottolineato “Come dopo il tragico sisma del’68 la rinascita ebbe il segno dell’arte, anche quest’anno le ragioni fortissime della vita saranno rappresentate sulle tavole di un palcoscenico”.

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