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Giochi di ieri all’aria aperta. Bastava un cerchio e un bastone, tanta abilità e coordinazione.

I bambini e i ragazzi di alcuni decenni fa giocavano ancora per strada o nei grandi cortili e si divertivano veramente. Quando circolavano poche macchine e la gente sedeva fuori dall’uscio a prendere un po’ di fresco e a scambiare quattro chiacchere. La maggior parte dei giochi erano passatempi semplici, salutari e adatti alla vita semplice di allora. Forse c’era poco tempo per giocare perché i ragazzi aiutavano in famiglia e i momenti da dedicare al gioco erano  pochi ma, quando questo accadeva, giocavano tutti, partecipavano anche i grandi assieme ai più piccini e non mancavano gli spettatori, i vicini di casa o chi si fermava a guardare.

Spensieratezza e gioia pura in un gioco semplice e complesso

I giochi si fondavano sulla destrezza, sull’agilità, sulla velocità, sulla coordinazione. Gli attrezzi erano di facile reperibilità: una ruota, un cerchione di bicicletta con o senza raggi, un copertone. E tanta gioia per un momento di pura spensieratezza! Si teneva in equilibrio il cerchio con un bastone o con un pezzo di ferro curvato, così detta maniglia e le tecniche erano un po’ differenti. Anche le difficoltà. Si poteva giocare da soli o facendo gare di velocità con altri. Bisognava farlo rotolare e rincorrerlo senza farlo cadere.

Sottocornola, Il gioco del cerchio

Il gioco del cerchio è stato forse uno dei giochi che più efficacemente ha rappresentato l’esperienza ludica, il divertimento puro, la gioia di correre e frenare, di competere e migliorare. Il cerchio è spesso presente nelle vecchie foto di famiglia tenuto in mano da un bambino. Era usato spesso da adolescenti in occasione di scampagnate o piccole gare e giochi di paese.

Bambini che giocano con una ruota di bicicletta

Correre dietro al cerchio facendolo rotolare e riuscire a farlo rimanere in equilibrio richiedeva grandi capacità di coordinazione. Bisognava “misurare” la spinta, saper imprimere la pressione giusta nelle salite e saper frenare nelle discese, guidare nelle curve non era facile. Ed era questo che faceva appassionare i ragazzi e i meno ragazzi. Le continue conquiste. Con ore e ore di gioco, prove ed errori, gare e sconfitte, il bambino o il ragazzo si impadroniva della tecnica fino a divenire un tutt’uno con il cerchio. Occorreva velocità e resistenza alla fatica.

Nel dipinto Giochi di fanciulli (1560) del pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, tra la folla di bambini impegnati in numerosissimi giochi e  passatempi, risaltano in primo piano due giovani nell’azione di far rotolare un cerchio con un bastone.

Bimbi in palestra in attività di coordinazione oculo-manuale

Rimasto molto diffuso attraverso i secoli, il cerchio, considerato simbolo universale di equilibrio e di armonia, oggi è uno dei cinque attrezzi utilizzati nella ginnastica ritmica. Lo scopo di questo gioco, che è rimasto fino ai giorni d’oggi un’attività ricreativa ancora in uso, era ed è l’educare alle abilità motorie attraverso la forma geometrica più attraente.

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