Giovedì Santo: salta la tradizione dei “sepolcri” e dei “lavureddi”.

Entra nel vivo oggi giovedì santo il triduo di celebrazioni che accompagnerà i cristiani di tutto il mondo alla Santa Pasqua.

Quella di oggi per una Sicilia non blindata a causa del diffondersi della pandemia di Coronavirus, sarebbe stata la giornata tradizionalmente dedicata alla visita dei “sepolcri” o “orti” così come vengono chiamati nelle diverse zone della Sicilia.

Purtroppo quest’anno non sarà possibile assolvere alla tradizione che vede i fedeli siciliani girare fino a tarda notte per le chiese delle varie città a far visita al Santissimo Sacramento solennemente esposto negli altari addobbati con candele, fiori, drappi colorati e “lavureddi”, ovvero frumento o altri cereali fatti germogliare in dei piatti ricoperti di ovatta.

Tradizionalmente la visita ai sepolcri inizia non appena terminata la messa pomeridiana del giovedì santo.

Finita la celebrazione infatti il celebrante ripone le ostie consacrate nell’altare della “reposizione”, conosciuto comunemente come “sepolcro” o “orto”, ovvero, l’orto del Getsemani, luogo in cui Gesù secondo la narrazione evangelica passo le ultime ore della sua vita in preghiera insieme ai suoi discepoli.

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