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I giovani Siciliani riscoprono l’agricoltura. “Non è più il mestiere di chi non ha istruzione”

Con 6.673 imprese agricole attive gestite da under 35, la Sicilia è la regione italiana con il più alto numero di giovani dediti all’agricoltura. Al secondo posto della classifica di Coldiretti la Campania con 6.255 imprese, e al terzo la Puglia con 5.306 aziende guidate da giovani.

Sono oltre 56mila giovani under 35 alla guida di imprese agricole, un primato a livello Europeo con in aumento del +12% negli ultimi cinque anni. Le aziende italiane guidate da under 35 sono oltre 548mila in tutti i comparti produttivi, dal commercio alla manifattura, dall’abbigliamento ai servizi con il settore agricolo che – evidenzia la Coldiretti – vanta più del 10% del giovani che fanno impresa e creano lavoro. Una presenza che ha di fatto rivoluzionato il lavoro della terra, dove sette imprese under 35 su dieci operano in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agri-asilo, ma anche alle attività ricreative, all’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, alla sistemazione di parchi, giardini, strade, o alla produzione di energie rinnovabili.

La rinnovata attrattiva della campagna per i giovani – sottolinea Coldiretti – si riflette nella convinzione comune che l’agricoltura sia diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo. Non è dunque un caso che oltre otto italiani su dieci (82%) sarebbero contenti se il proprio figlio lavorasse in agricoltura”.

La capacità di innovazione e di crescita multifunzionale – continua la Coldiretti – porta le aziende agricole dei giovani ad avere una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più. E se tra i giovani imprenditori agricoli c’è chi ha scelto di raccogliere il testimone dai genitori, la vera novità rispetto al passato – continua la Coldiretti – sono gli under 35 arrivati da altri settori o da diverse esperienze familiari che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità, i cosiddetti agricoltori di prima generazione e tra questi nuovi giovani imprenditori della terra, ben la metà è laureata, il 57% ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74% è orgoglioso del lavoro fatto e il 78% è più contento di prima. Ed è rilevante tra i giovani imprenditori anche la presenza femminile che sfiora 1/3 del totale (32%)”. 

È in atto un vero e proprio cambiamento epocale. Il mestiere della terra non è più considerato l’ultima spiaggia di chi non ha un’istruzione e ha paura di aprirsi al mondo, ma è la nuova strada del futuro per le giovani generazioni istruite. “E’ necessario investire sull’agricoltura, che è un settore strategico per far diventare l’Europa più sostenibile – ha affermato Ettore Prandini presidente di Coldiretti,  – con una politica agricola forte, semplice ed efficace e con risorse adeguate per consentire alle imprese di svolgere un ruolo essenziale nel presidio territoriale, nel contrasto alla crisi climatica e contro il dissesto idrogeologico in un percorso di grande supporto al Green Deal”.

“Anche attraverso i giovani l’Italia ha conquistato un ruolo guida nel Green Deal a livello globale – afferma Veronica Barbati, leader dei giovani della Coldiretti – con l’agricoltura più green d’Europa con 299 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg. Oggi l’Italia detiene la leadership nel biologico con 72mila operatori ed ha 40mila aziende agricole impegnate nel custodire semi o piante a rischio di estinzione nonché il primato della sicurezza alimentare mondiale”. 

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