Crea sito

I murales da strumento di propaganda a opere d’arte. Viaggio tra i più bei murales della Sicilia

Prima i Graffiti, il Writing e la Street Art con scritte, figure e pitture fatte sui muri, spesso contrastate e cancellate, perché considerate scarabocchi che imbruttivano le città; per lo più erano forme che esprimevano la fantasia di chi li realizzava, in autonomia.

Graffiti

Messaggio sociale nella rappresentazione grafica

Oggi il murale è un disegno, un dipinto che può ritenersi una forma più completa di pittura. Ha le sue origini in Messico dove rappresentava tutte quelle pitture fatte dai poeti messicani che, partecipando alla rivoluzione di inizio secolo, usarono questo strumento per diffondere le proprie idee e contribuire alla presa di coscienza del popolo. Questo mezzo di comunicazione, venne usato come un vero e proprio strumento di propaganda veloce e immediata che permetteva di essere compresa anche da chi non sapeva leggere.

Muralismo messicano

La differenza tra affresco e murale

Oltre che nella tecnica, le due forme di pittura hanno una differenza sostanziale nella direzione della comunicazione. L’affresco ha un obiettivo di comunicazione verticistico, dall’alto verso il basso, dal potere al popolo. Nei murales invece la comunicazione avviene in modo orizzontale, fra uguali. Se vogliamo vederla in verticale, è dalla base verso il vertice. Esprime quindi la protesta del popolo contro il malgoverno. Oltre a questo aspetto vi è anche un uso semplicemente decorativo di tale mezzo di espressione. Con il passare del tempo i murales, hanno assunto sempre di più valore estetico ma mai abbandonando la connotazione sociale. Spesso commissionati da Enti pubblici, evidenziano l’identità del luogo e diventano richiamo di Turismo Culturale. Vengono eseguiti, anche a più mani, su muri, sulle facciate degli edifici, su grandi pannelli di materiale vario, in genere sono posti in luoghi aperti.

I murales in Sicilia

Questa opera murale è stata realizzata nel maggio 2015 dal writer catanese Vincenzo Magno, in arte ViM, in uno dei cavalcavia della Circonvallazione di Catania.

Peppino Impastato

Vuole essere un omaggio al giornalista e scrittore Peppino Impastato ucciso dalla Mafia il 9 maggio del 1978. Nasce su iniziativa dagli studenti dell’Istituto Galileo Galilei che si proponevano di omaggiare Peppino Impastato, simbolo di coraggio e legalità, al fine di sensibilizzare, attraverso il murale, le future generazioni. Il messaggio è chiaro: “La mafia uccide, il silenzio pure!

Un messaggio di un’ attualità davvero sorprendente. E nel concetto del bello entra prepotente la scuola che fornisce gli strumenti per apprezzare la bellezza. “Se si insegnasse la bellezza..”

Peppino Impastato ucciso dalla Mafia il 9 maggio del 1978

“Noi non vogliamo trovare un posto in questa società ma creare una società dove valga la pena avere un posto”. Questa era la celebre citazione di Mauro Rostagno, vittima di un agguato mafioso nel 1988. Il murale è stato realizzato, a Casa Santa, sul muro di un’ abitazione privata, che si affaccia sulla piazza dedicata al giornalista e sociologo, ad opera di Alessandro Gandolfo.

Mauro Rostagno, vittima di un agguato mafioso nel 1988.

Questo murale intitolato Giovanni e Paolo, è stato realizzato dagli artisti siciliani di Caltanissetta ROSK e LOSTE a Palermo, in onore di questi due grandi uomini, amici, eroi e simbolo della lotta alla mafia.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia nel 1992

I due street artist hanno trasferito nel murale la foto simbolo della rinascita della Sicilia contro la mafia, uno scatto del 27 marzo 1992 che ha dato il via a una profonda presa di coscienza del popolo siciliano contro la mafia. Coscienza trasformatasi nel tempo in rabbia, in protesta e partecipazione. Una ribellione, partita dal basso, sia contro la mafia che contro quella parte delle Istituzioni che aveva abbandonato la Sicilia e questi due eroi al loro tragico destino. Lo scopo di questo murale gigante è proprio quello di non far dimenticare mai alla Sicilia e al mondo intero lo “spirito di servizio”, i valori, i principi e il grandissimo sacrificio di questi due grandi uomini.

La fatina resta ancorata alla sua sicilianità

Dalla celebrazione, commemorazione e omaggio ai grandi uomini che hanno dato la loro vita per un ideale, ai temi dell’attualità, con l’occhio al sociale, allo spopolamento, all’emigrazione, all’accoglienza e all’integrazione. Nasce così a Cinisi una fatina siciliana, all’interno del progetto sull’emigrazione dei giovani siciliani. “La fatina siciliana – racconta l’artista Beny Vitale (in arte Trebel) a PalermoToday – è bella ma anche un po’ malinconica e secondo me, per questo, è metafora della sicilianità. Nell’opera ci sono poi altri contrasti: c’è il grigio, ci sono le sbarre ma ci sono anche le farfalle colorate che escono dalla finestra rotta”.

“Non voglio che i giovani cambino paese ma che i giovani cambino il paese”. La scritta fa parte dell’opera di street art comparsa pochi giorni fa sulla statale 113, altezza stazione ferroviaria, a Cinisi. Il murale, realizzato da Beny Vitale in arte Trebel“

Murale contro l’emigrazione, l’abbandono dei giovano della Sicilia.

Un uomo e una donna seduti spalle contro spalle, a Itala (ME). Da loro partono due alberi, un ulivo e un melo, a simboleggiare l’importanza delle radici culturali di ognuno di noi e il valore della condivisione delle diversità.

Eglè Narbutaitè, #LabasItala, Foto di Simona ir Marius Mažikai

Questa opera seguente è stata realizzata, sulla facciata di un ufficio postale, dallo street artist spagnolo Astro Naut, con l’obiettivo di rendere i luoghi di aggregazione meno anonimi e più accoglienti. Astro Naut ha voluto rappresentare i valori della pace, dell’accoglienza e della solidarietà che dominano la terra di Lampedusa con due mani tese in cerca di un “incontro” ed un abbraccio su uno sfondo celeste, un richiamo al mare.

L’accoglienza a Lampedusa

Otto grandissimi silos granari in cemento, all’interno del porto di Catania, sono diventati lo sfondo di uno dei più grandi allestimenti di Street Art mai realizzato nel mondo, ideato dall’artista Vhils.

L’uomo dei silos-Catania, porto

L’opera è stata definita “il più grande sguardo sul mare” e rappresenta il volto di un uomo che scruta l’orizzonte, in segno di accoglienza, rivolto a tutti i popoli collegati alla Sicilia dal mare. Lo sguardo benevolo e rassicurante dell’uomo vuole simboleggiare l’unione che lega tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. In risposta a questo, dall’altra parte del mare, verrà realizzato in Libano un secondo ritratto che “guarderà” l’uomo dei silos del porto di Catania. Due sguardi che si incrociano, in un’epoca in cui si alzano muri, si chiudono morti, si fa morire gente in mare, l’opera di Vhils, con grande sensibilità, supera i limiti geografici ed offre spunti di riflessione.

Tante altre opere in Sicilia, a Caltagirone, a Porto Empedocle, a San Vito Lo Capo, tutte opere che parlano di abbracci, apertura, condivisione, accettazione e tolleranza. E anche l’emergenza Coronavirus ha fornito occasione agli street artist di sensibilizzare all’uso della mascherina realizzando opere a tema, sempre con un’attenzione al sociale, alla condivisione e all’uguaglianza.

Coronavirus- mascherine. Kobra

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: