I “trizzi di fico”, una tradizione siciliana portata ancora avanti.

Dici fichi secchi e pensi alle nostre belle tavolate, ai buccellati o ai dolci natalizi della tradizione nord europea. Eppure i fichi rimandano prima di tutto alle calde giornate estive e all tempo lento dell’essiccazione all’aria aperta. Prepararli in casa è conveniente e offre il vantaggio di scegliere i frutti a chilometro zero ed eventuali farciture di prima qualità. Sono inoltre un ottimo contorno per formaggi piastrati, magari abbinati ad altra frutta secca e ad aromi dell’orto, o un ingrediente prezioso per cous cous dolci e naturalmente potranno essere un’ ottima farcitura per panettoni, brioche e vari impasti di pane.

Preparare “li trìzzi di ficu” (trecce di fichi) in Sicilia, tra agosto e settembre, sino ad una trentina di anni fa rappresentava ancora un vero e proprio rito familiare di chiara origine araba (ma ci sono tracce anche dai tempi del periodo greco romano, intorno al V secolo A.C. ); tutto iniziava dalla scelta dei frutti più grandi e succosi e dall’allestimento delle canne che servivano per adagiare i fichi, che poi venivano opportunamente posizionati in giardino o in angoli di campagna lontani dalla golosità di bambini e animali domestici.

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