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Il 24 Settembre riaprono le scuole in Sicilia: un inizio tanto atteso e tanto temuto

La scuola è  una “priorità” del governo, come ha sottolineato lo stesso Giuseppe Conte, una “risorsa decisiva” per l’Italia, come ha ribadito il capo dello Stato, Sergio Mattarella. A distanza e in sicurezza, tantissimi studenti torneranno in aula e, con loro,  insegnanti e personale Ata. Si cerca di tornare lentamente alla normalità dopo l’immane sforzo, sostenuto da docenti, famiglie e studenti, nel portare a termine un anno scolastico, quello conclusosi a Giugno, molto difficile e inaspettato.

Dopo le lunghe “vacanze” forzate, causate dall’emergenza legata al Covid-19, finalmente a settembre tutti gli studenti italiani ritorneranno sui banchi di scuola, alcuni sono già rientrati, dato che il decreto sul calendario scolastico 2020/21 stabiliva che la data di inizio anno scolastico fosse lunedì 14 settembre. Ma tale data  non è  uguale in tutte le regioni. Le Regioni, infatti, procedono in ordine sparso, molte di esse, tra cui la Sicilia, si sono orientate a far suonare la campanella il 24 settembre, per agevolare le operazioni elettorali in programma il 20 e 21 settembre. Le lezioni finiranno martedì 8 giugno 2021; per le scuole dell’infanzia, le attività scolastiche si concluderanno il 30 giugno e dal 9 funzioneranno le sezioni che accolgono i bambini che continuano a frequentare, con la possibilità di turnare per le maestre.

Riaprono le scuole e si portano dietro i problemi sul trasporto pubblico, ed eventuali scuola bus, mascherina sì, mascherina no, scanner, quando e dove. Sulla disposizione dei banchi, distanziamenti di sicurezza, ironie e prese di posizione su rotelle e plexiglas, sanificazioni,  e controllo della temperatura. Argomenti che hanno riempito le cronache e hanno dato spazio e voce a tanti, troppi. Nonostante i gravi problemi, con grande sforzo, appellandosi al buon senso e alla collaborazione di tutti, gli istituti di tutta Italia, dopo sei mesi, pronti, chi più, chi meno, hanno riaperto i loro portoni, già dal 1° Settembre, agli studenti oggetto dei corsi di recupero e agli insegnanti alle prese con organizzazione, prime riunioni e pianificazione delle attività didattiche. E immancabili, previsti e affrontati, si sono presentati i primi problemi legati al contagio, con il rientro dalle ferie e con lo strascico di polemiche che l’estate si era portata appresso.

“Abbiamo una responsabilità storica grande” – afferma la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ammettendo che “sarà un anno duro”.  Non esclude l’eventuale ritorno alla didattica a distanza in particolari situazioni, con chiusure temporanee o la quarantena episodica, giusto per rimanere con i piedi per terra. “E’ realistico – si legge in una dichiarazione firmata insieme al ministro della Salute, Roberto Speranzapreparare e pianificare la disponibilità  dell’apprendimento online per integrare l’apprendimento scolastico nel prossimo anno scolastico”.

Ogni istituto ha già preso decisioni ed è pronto ad adottare le strategie migliori per  l’obiettivo principe, quello  di conciliare il diritto all’ istruzione con il diritto alla salute. A seconda dell’ ordine di scuola, dell’età degli studenti, delle strutture di pertinenza, si cercheranno e si adotteranno le soluzioni più adeguate. Durante l’ingresso e l’uscita da scuola, che saranno indicati con chiarezza come avviene nei locali pubblici, sarà obbligatorio indossare la mascherina, così come sarà obbligatoria negli spazi comuni. Ovviamente con la febbre oltre 37,5°, o con i sintomi del Covid, si resterà a casa. Ecco, di seguito, alcune soluzioni già proposte dagli istituti siciliani, in particolare quelli di secondo grado:

Allegato – Primo Istituto Comprensivo di Acireale
  • “Gli studenti entreranno a scuola ad orari differenziati, a scaglioni, per evitare assembramenti, stesso scaglionamento sarà osservato all’ uscita. Si seguirà l’ordine di entrata e uscita per piani, là dove esiste questa opportunità, un’attenzione e un sacrificio in più si riserverà al momento della ricreazione”.
  • “Gli studenti parteciperanno alle lezioni, metà in presenza e l’altra metà in sincrono, così si dice in gergo. In aula i ragazzi saranno a distanza di un metro tra di loro e a due metri dalla cattedra. Se riusciremo a garantire queste misure di sicurezza non ci sarà bisogno di indossare la mascherina. L’aspetto più importante, da sottolineare, è la decisione, presa in seno al collegio docenti, di svolgere, in tutte le classi della scuola, una forma di didattica mista. Ogni giorno mentre il docente farà lezione in aula a dieci studenti, altri dieci potranno seguire da casa. I primi giorni di scuola ci sarà anche l’orario ridotto, servirà a tenere tutto sotto controllo, far abituare i ragazzi al ritorno tra i banchi, vigilare sul loro corretto comportamento e responsabilizzarli. Ripartiremo con lentezza perché abbiamo bisogno di monitorare la situazione”.

Questo si chiama COLLABORAZIONE e buon senso. E’ una situazione difficile e gli sforzi devono essere congiunti per il bene di tutti.

Niente mascherina a scuola se viene rispettata la distanza di un metro. Lo indica il Comitato tecnico scientifico, in una nota. Nella scuola primaria, “per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro”. I docenti hanno già iniziato a fare i test sierologici. Si renderà utile nominare  un referente Covid-19 per la scuola. Tale referente gestirà ogni situazione critica dovesse presentarsi, nel rispetto della normativa e delle direttive che il consiglio d’istituto saprà darsi. Filippo Anelli, Presidente Nazionale Ordini Dei Medici, fa appello alla collaborazione e sensibilizzazione di tutti – “Solo tutti insieme possiamo salvare il Paese e allontanare il ritorno di un contagio diffuso”.  

“Le lezioni si dovrebbero svolgere sempre in presenza, perché la scuola non è solo istruzione ma un’esperienza di vita sociale assolutamente insostituibile”. Auguri Scuola, hai un compito difficile: formare cittadini, liberi e pensanti.  “Se  ci diamo una mano i miracoli si faranno …” – dice il grande Gianni Rodari.  Adoperiamoci tutti perché ciò avvenga!

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