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Parco dell’Etna: il castagno dei cento cavalli, la leggenda dell’albero più grande del mondo

L’albero si trova nel bosco di Carpineto, in un’area tutelata dall’ente Parco dell’Etna. E’ uno degli alberi più famosi  della Sicilia ed è stato inserito nella lista del Guinness in qualità di più grande albero al mondo. Misura, infatti, circa 22 metri in altezza, mentre il suo tronco cavo raggiunge ben 22 metri di circonferenza. Si è cercato con difficoltà di assegnare un’età precisa a quest’albero, si può comunque dire che esso sia il più antico d’Europa, che abbia tra i duemila e i quattromila anni.

Si sa di certo che nel 1630 il castagno dei cento cavalli e tutti i terreni circostanti divennero proprietà dell’illustre famiglia dei Caltabiano. Insigniti del titolo di “Cavalieri della Reale Corona d’Italia”, ricevettero l’area in concessione dai Visconti di Catania, fino a che la zona non passò definitivamente nelle mani del demanio.

Un pranzo della famiglia Caltabiano organizzato sotto le fronde del Castagno dei Cento Cavalli nel 1923. Invitato d’onore il Prefetto di Catania Dott. Grimaldi.

Oltre a essere singolare e unico per la sua età e magnificenza, il castagno dei cento cavalli possiede anche un nome di certo particolare che avrebbe origine da un’insolita leggenda, che narra di una notte “avventurosa” della regina Giovanna I d’Angiò e dei suoi cavalieri, che in visita in Sicilia, si trovasse nei boschi dell’Etna con la sua scorta di cavalieri al seguito per una battuta di caccia e che, sorpresi da un violento temporale, trovarono tutti rifugio all’interno del tronco cavo del castagno, il quale fu in grado di proteggerli tutti. Fu provato, tuttavia, che Giovanna I d’Angiò non fu mai in Sicilia, così le dicerie popolari la sostituirono con la sovrana Giovanna d’Aragona o, in altre versioni, con la terza moglie di Federico II di Svevia, Isabella d’Inghilterra. La leggenda fu anche arricchita di elementi piccanti. Alcune versioni, infatti, raccontano che la bella regina non soltanto trovò riparo all’interno dell’albero, ma vi trascorse anche una notte d’intensa passione con molti dei suoi cavalieri. Il naturalista catanese Giuseppe Recupero scrisse nel suo libro “Storia naturale e generale dell’Etna” che nell’anno 1766 esisteva una casetta sotto le fronde del castagno.

Castagno dei Cento CavalliJean-Pierre Houël ca. 1777

Ancora oggi questo luogo attrae molti visitatori da tutto il mondo. Oltre a costituire una meraviglia della natura, è meta per le famiglie ma anche per gli amanti delle escursioni. Nel 2008, infine, il castagno dei cento cavalli è stato dichiarato dall’Unesco “Monumento messaggero di pace”.

Si dubita molto che sia un unico albero; oggi il castagno si crede sia composto da tre polloni o fusti con una circonferenza complessiva che si aggira intorno ai 50 metri. C’è un altro castagno secolare nelle vicinanze, che per le sue dimensioni eccezionali, circa 23 metri la sua circonferenza massima, è soprannominato il castagno de “la nave” o ancora “rusbigghiasonnu” (risveglia sonno) nome attribuitogli perchè i tantissimi uccelli che vi abitano al mattino danno il buongiorno cinguettando rumorosamente e a lungo, oppure perché le sue fronde basse, mosse dal vento, facevano svegliare i carrettieri che lì si riparavano e vi passavano la notte .

Castagno della Nave

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