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Gelsomino, la pianta che profuma di Sicilia.

Se qualcuno chiedesse a un siciliano quale è la pianta che meglio rappresenta l’estate nei giardini, nei cortili o nelle terrazze assolate della Sicilia, senza dubbi e tanti ripensamenti, risponderebbe subito che la specie simbolo dell’estate siciliana è il gelsomino. Il suo profumo intenso che aleggia nell’aria, insieme al frusciare dell’acqua che annaffia il giardino, è rimedio infallibile contro lo stress delle calde giornate di scirocco.

Quando parliamo di gelsomino non ci si riferisce però al profumo di “un generico gelsomino, ma al Jasminum grandiflorum dai fiori grandi, bianchi, esternamente rosati, prodotti in abbondanza e profumatissimi.

Questo gelsomino originario della regione himalayana era già conosciuto ed apprezzato dalle civiltà persiane, cinesi, arabe, indiane; gli arabi lo hanno introdotto in Sicilia ed in ogni regione da essi conquistata; ecco perché è variamente noto con il nome di gelsomino siciliano, catalogno o gelsomino d’Arabia. Il gelsomino siciliano fiorisce d’estate e la fioritura prosegue a lungo fino a Natale; il suo profumo è veramente intenso e persistente e bastano pochi fiori per profumare terrazzi e giardini. L’olio essenziale che si ricava dai suoi petali è molto utilizzato in profumeria ed erboristeria tanto che fino agli inizi del secolo scorso in Sicilia e Calabria se ne effettuava la coltivazione; la raccolta dei fiori era soprattutto un lavoro femminile con le donne che al tramonto e alle prime luci dell’alba passavano tra cespugli di gelsomino per raccoglierne i boccioli fiorali da cui estrarre l’essenza.

Il gelsomino siciliano è utilizzato per la preparazione della granita, o per produrre un’acqua profumata al gelsomino utilizzata per il “gelo di melone”.

Con i boccioli, per gioco i bambini un tempo preparavano la “sponsa”, una composizione di fiori di gelsomino, che veniva costruita, raccogliendo sul fare della sera i boccioli che stavano per aprirsi. Inseriti ad uno a uno con pazienza nell’infiorescenza secca della carota selvatica, in poche ore i fiori così infilati si aprivano formando un rustico e piccolo bouquet profumato da tenere in mano.

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