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Il “Giardino dell’impossibile”, un luogo incantato nel cuore dell’isola di Favignana

di Sergio Pace

L’isola di Favignana è ricca di spiagge paradisiache e bellezze paesaggistiche sorprendenti. Ma non è tutto. A caratterizzare l’isola egadina sono anche i magnifici giardini ipogei. Stiamo parlando di depressioni nel terreno che sono state causate dalla ben nota e tradizionale attività estrattiva della calcarenite “tufo”, materiale che, abbiamo visto, è stato impiegato nella costruzione di strutture abitative ed architetture monumentali. Molte sono state le cave create nel tempo a Favignana. Una volta esaurita l’attività estrattiva, queste sono state abbandonate.

Giardino dell’Impossibile di Villa Margherita a Favignana – Fonte: www.villamargherita.it

Ma i favignanesi non sono rimasti con le mani in mano e molti di loro hanno colto l’occasione per recuperare, riqualificare e trasformare queste aree in veri e propri angoli di paradiso terrestre. Così sono stati piantati alberi e piante di ogni tipo alla base di varie cave abbandonate; qualcuno ha scelto di aggiungere un più redditizio orto. In questo modo si può ammirare un perfetto connubio tra natura (con questi verdeggianti giardini) ed architettura (costituito dalle alte pareti biancheggianti dello stesso materiale estratto nella cava). Si tratta di una mirabile e proficua attività di recupero urbanistico, che ha consentito di rivalutare queste aree abbandonate e di costituirne una preziosa attrazione estetica di Favignana. Ma c’è chi ha voluto fare le cose in grande, spinta dalla sua passione per il verde e per la storia dei pirriatura favignanesi: la signora Maria Gabriella Campo. Ci troviamo a Favignana, lungo la strada Comunale  Corso, in contrada Bue Marino. Qui l’antica cava di tufo è stata trasformata in un verdeggiante giardino all’aria aperta, divenendo un’attrazione turistica a pieno titolo. Ecco a voi i “Giardini dell’impossibile di Villa Margherita.

Giardino dell’Impossibile di Villa Margherita a Favignana – Fonte: www.villamargherita.it

Maria Gabriella Campo, nata da genitori isolani ma vissuta a Palermo, nell’estate dei primi anni ’70, insieme al marito, decide di andare a vivere a Favignana, in una piccola casa prefabbricata all’interno di un lotto di terra che era stato lasciato in eredità dal suocero. La zona corrisponde all’area compresa tra Cala Azzurra e Cala Rossa. Agli occhi della signora Campo Favignana si presentava piuttosto brulla e scarsa di macchia mediterranea. Qui, oltre alle consuete faccende domestiche, si cimenta anche nella realizzazione di un piccolo giardino, mettendo in pratica la passione per le piante appresa dalla madre. Con l’arrivo di due bambini, lo spazio abitativo non era più idoneo, e così decide di acquistare un vasto terreno incolto limitrofo. Questo era stato già sfruttato a cave di calcarenite a cielo aperto. L’amore immenso per la natura l’ha spinta a realizzare il suo sogno: un’oasi verde all’interno delle cave. Nell’87 acquista le cave a fianco della sua proprietà. Cave totalmente abbandonate e piene di rifiuti. Dai duemila metri quadri di proprietà si è passati oggi a 32 mila. La Campo inizia, quindi, la bonifica nel 2000, scavando come una vera archeologa e ripulendo il luogo da quella montagna di rifiuti. Una volta bonificata l’area, ne è uscito tutto lo splendore e la bellezza di questo posto.

Giardino dell’Impossibile di Villa Margherita a Favignana – Fonte: www.villamargherita.it

Un posto ricco di storia: ne sono testimonianza le varie conchiglie incastrate nel tufo, i conteggi intagliati nella parete, scale rudimentali scavate nel tufo che servivano per scendere giù. Un’attività intrapresa per far risplendere queste antiche cave e i suoi meravigliosi tesori nascosti. Oggi, grazie a delle comode scale, si può scendere giù e si passeggia, passando da una cava all’altra con i ponti in legno realizzati dalla Campo. Da quassù è possibile ammirare indimenticabili angoli di verde sul terreno sottostante. Beh, non c’è che dire: la signora Campo è riuscita a stabilire un forte dialogo con la natura difficile di Favignana, facendo attecchire diversi tipi di piante (ad oggi circa 300 specie provenienti da tutto il mondo) in una terra poco fertile. Le diverse piante crescono al riparo dello scirocco e del maestrale. Piante arrivate anche da continenti opposti, comel’Oleandro giapponese e l’Erithrina brasiliana. Il giardino ipogeo presenta viali che conducono dentro le viscere dell’isola, fino ad arrivare all’interno delle piccole grotte dove i pirriatura si riparavano dalle piogge. Visitare il giardino ipogeo dell’Impossibile è un’esperienza unica. Ci si catapulta in una realtà atipica e rasserenante, tutt’intorno alberi e piante, fiori e colori. Una tipica atmosfera mediterranea.  Ed  il nome “Giardino dell’Impossibile” è stato ispirato proprio dai suoi stessi detrattori, fermi nella loro convinzione che il progetto fosse del tutto fallimentare ed appunto “impossibile” da realizzare. Evidentemente si sbagliavano. La signora Campo, trasferitasi stabilmente a Favignana, continua la sua opera di recupero iniziata diversi anni fa e cura con inesauribile dedizione il suo magnifico giardino ipogeo. Un sogno realizzato in segno di riconoscenza verso questa splendida terra tanto amata dalla Campo e verso il padre Ambrogio, che fu pirriature e protagonista di questa affascinante storia favignanese.

Giardino dell’Impossibile di Villa Margherita a Favignana – Fonte: www.villamargherita.it

All’interno del giardino ipogeo dell’Impossibile

  il 14 Dicembre 2010 i “Giardini Ipogei di Villa Margherita” sono stati iscritti nel Libro delle Espressioni del R.E.I.L. Isole Egadi in quanto rappresentano un’alta espressione del patrimonio culturale dell’umanità.

Il giardino ipogeo dell’Impossibile rappresenta un vero e proprio paradiso terrestre di oltre 40 mila metri quadrati. La metà sono sotto il livello del suolo ed accolgono uno splendido eden sommerso fatto di melograni carichi di frutti sanguigni, alberi di fico, mandorli e agrumi, ed ancora bougainvillea rosa e rossa, agavi e pini di Aleppo. Un lavoro faticoso ma condotto con estrema passione e trasporto quello della signora Maria Campo, che ha piantato con le sue mani le oltre 200 specie che compongono il giardino. All’ingresso del parco è situata l’immensa Erythrina caffra di origine sudafricana. La piantumazione fu iniziata alla fine degli anni ’60, prima in superficie e successivamente nelle cave. I giardini ipogei della tenuta sono suddivisi in due grandi nuclei: le cave vecchie dove l’estrazione veniva fatta a mano dai pirriaturi, e le cave nuove, dove  venne introdotto l’uso dei macchinari dagli anni ’50 per la rimozione dei blocchi.

Testimonianza ne sono i segni simmetrici sulle pareti di questa area del parco. Non vi è un particolare disegno nella composizione del giardino di Villa Margherita. Dalla superficie scendendo nel ventre della terra ci accoglie una vegetazione diversificata e selvaggia, formata da specie diverse. Magnifici cuscini di lantana multicolore tappezzano la roccia accanto a folti limoni. Ed ancora altissime yucche ed alberi del falso pepe carichi di grappoli rosa. E’ presente, in un angolo, anche un grande carrubo, l’unico a non essere stato piantato. Era giù qui presente al momento dei lavori di riqualificazione dell’area. Sappiamo, infatti, che veniva coltivato anticamente assieme a nespoli, peri, fichi d’india nei miracolosi orti protetti degli isolani. Durante la passeggiata non si può non rimanere incantati dagli alberi di jacaranda dall’aroma di miele e dalle siepe di carissa, dal profumo somigliante a quello del gelsomino, ma protetto da grandi spine. Le campanule gialle della Thevetia peruviana si accompagnano alle euforbie africane che sembrano enormi rami di corallo verde. Ciuffi di erba delle Pampas spuntano tra anfiteatri di roccia. Tutti questi elementi, tutti queste sfumature coloristiche rendono tale ambiente unico, dai tratti primordiali. Proseguendo, dei filari di vite scendono dalle pareti di un canyon per poi giungere alla grande vasca. E qui si rimane senza parole davanti ai fiori rossi della russelia, che fiorisce per tutta l’estate. E troviamo anche, sotto una parete di roccia, una stupenda collezione di ibisco.

Il Ninfeo

Il Giardino dell’Impossibile, Favignana, 2018. Il ninfeo – www.artribune.com

Il ninfeo occupa uno spazio di notevoli dimensioni all’interno del giardino ipogeo. Ispirato ai classici giardini barocchi dell’area mediterranea, il ninfeo rappresenta il nucleo principale ed il luogo più attrattivo del parco. Per quanto riguarda la divisione in settori, è stata presa ad esempio la grande vasca circolare di piante acquatiche realizzata per l’Orto Botanico di Palermo. Qui crescono, infatti, Nelumbi, Cyperus Papyrus, Colocasia Esculenta, con le sue gigantesche foglie, e diverse varietà di Ninfee rustiche e tropicali. A pochi passi dal ninfeo vi è la presenza di una piccola collezione di ibridi di Hibiscus Rosa Sinensis dai molteplici colori, a petali semplici e stradoppi. 

Giardino dell’Impossibile di Villa Margherita a Favignana

La bordura è costituita dai fiori gialli della lantana sellowiana e ibisco e tutt’intorno vi sono papiri egiziani, yucche, cipressi e pini di aleppo. Detto della divisione in settori derivata da quella della vasca circolare di piante acquatiche dell’Orto Botanico di Palermo, al primo impatto la forma del ninfeo di Villa Margherita, rettangolare e con gli angoli smussati, ricorda quella della vasca-piscina del Pècile di Villa Adriana a Tivoli.  Viali alberati, camminamenti, palme da dattero, filari di oleandri e pini marittimi, siepi, rendono particolarmente suggestiva e magica la vista dei giardini ipogei, entro i quali il salto di quota varia dai cinque ai venti metri. La Campo, oltre a creare il suo parco verde, il suo “giardino privato”, ha cercato di valorizzare le cave di tufo trasformandole in cave-giardino all’aperto. E visitandole, assicura la stessa, si rimane del tutto ammaliati ed affascinati dalla loro peculiarità, che mette in mostra anche il senso artistico espresso dai pirriaturi. I “Giardini dell’Impossibile” per la Campo è il sogno che si è realizzato, la sua impresa, la sua passione, il suo amore per la natura e per questa meravigliosa terra, per lei i giardini significano colori e profumi, poesia e musica, semplicemente l’amore di tutta la vita.

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