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Il paliotto della chiesa S. Domenico: il capolavoro dei maestri argentieri trapanesi esposto al Pepoli

La sala 19 del Museo Regionale “Agostino Pepoli” di Trapani è dedicata agli arredi chiesastici. Qui sono esposti esemplari di paliotti realizzati in materiali diversi: cuoio dipinto, tessuto ricamato e argento. I paliotti erano posizionati nella parte anteriore dell’altare e, dunque, esposti alla vista diretta dei fedeli. Nella progettazione e nella realizzazione definitiva dei paliotti collaboravano diverse figure, artigiani e architetti. A questi, in particolare in epoca barocca, venivano richiesti i disegni da eseguire su modulo architettonico. Uno dei paliotti più ammirati all’interno del museo è quello d’argento, proveniente dalla cappella del SS. Crocefisso della chiesa di San Domenico di Trapani.

Il paliotto d’argento. Museo Regionale Agostino Pepoli di Trapani.

Si compone di una veduta architettonica in lamina d’argento, su struttura lignea, lavorato a sbalzo e cesello. Nel fastigio centrale (parte più alta del coronamento di un organismo architettonico) è rappresentata la scena in cui un bambino trapanese, durante un periodo di carestia ne 1641, chiede del pane al Crocefisso. Dalla croce la mano destra si schioda per porgere al ragazzino un pane bianco. Quattordici colonne sono posizionate ai lati di cinque nicchie, ognuna delle quali contiene scene della Passione di Cristo: Gesù nell’orto, la Flagellazione, la Deposizione dalla croce (al centro), la Coronazione di spine, l’Ascesa al Calvario (manca la figurina di Gesù).

Sono i cinque “Misteri” dolorosi. L’opera è stata realizzata dalla maestranza degli argentieri di Trapani, come testimonia la marchiatura impressa: una bulla di garanzia della città (corona, falce e lettere D.U.I, Drepanum Urbs Invictissima) e le sigle degli argentieri BZ (Bernardo Zorba) e VB (Vincenzo Bonaiuto) e dei consoli della maestranza OMC e AMC (Ottavio Martinez e Angelo La Monica). Conosciamo anche la bottega in cui il paliotto fu realizzato grazie al marchio LOTTA.

La grandiosità e la bellezza del paliotto d’argento sono evidenti nella ricca decorazione e nella tecnica del piccolo sbalzo. Un’opera che rientra a pieno titolo nel novero delle più simboliche e rappresentative realizzazioni di tutta l’argenteria barocca trapanese. Arricchiscono il paliotto i molteplici dettagli decorativi e i tanti elementi architettonici. Per realizzare l’opera venne impiegato un lungo periodo, come attestano le diverse date che ritroviamo nelle iscrizioni 1739, 1740 e 1741. La data di completamento 1768 è indicata in un manoscritto.

Fonte bibliografica: L. Novara, Paliotto d’altare con veduta architettonica, in “Ori e Argenti di Sicilia”, catalogo della Mostra trapani museo regionale pepoli 1 luglio-30 ottobre 1989, Milano 1989 pp.304-307, scheda II, 172 L. Novara, Il paliotto d’argento, in Il Museo Interdisciplinare, Regionale, Agostino Pepoli, Trapani 2013, p.57.

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