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Il riccio, un animaletto selvatico, goffo, dagli occhioni grandi. Fa vita notturna ed è protetto

Il riccio è un animaletto selvatico che popola le notti delle campagne di Sicilia. L’entroterra siciliano è l’habitat privilegiato del riccio; ne è pieno, da Ficuzza a Giacalone, nel Palermitano, sino ai paesi alle pendici dell’Etna, passando per i monti Sicani. Se vogliamo vederne qualcuno basterà, di notte, munirsi di tanta buona volontà, di una torcia e di un buon paio di scarpe.

Riccio

Il riccio è un animale tutelato e protetto dalle leggi, per cui non è possibile tenerlo in casa e farne un animale da compagnia! A differenza dell’istrice, che se lancia gli aculei sono guai, il riccio è un animaletto innocuo, molto simpatico. E’ avvolto da una corazza di aghi duri e sottili. Colpisce, oltre che per il suo modo goffo di camminare, anche per quegli occhioni grandi che sanno di umano. Se lo guardi negli occhi ti fa una tenerezza tale che te ne innamori. Nonostante appaia un animale goffo e solitamente si muova lentamente, il riccio è in grado di correre velocemente e si dimostra anche un ottimo nuotatore.

Il riccio nella sua tana

Durante il giorno riposa nascosto nella sua tana, costituita solitamente da una buca del suolo posta fra i tronchi e le foglie cadute. È un animale notturno non perché la notte lo renda più sicuro, a quello bastano i suoi aculei che lo rendono invulnerabile, ma perché le prede di cui si nutre sono molto più abbondanti durante la notte. Ama andare a zonzo fra le campagne per cercare cibo e non disdegna di attraversare le strade. Di fronte alle automobili, che riconosce come pericoli, si immobilizza e si appallottola pensando di essere al sicuro, in pratica si chiude a riccio  e resta fermo come un sasso. Purtroppo invece, ciò gli è fatale e rimane vittima di incidenti stradali. Ecco perché ne troviamo per strada al mattino.

Riccio in “modalità” difensiva

Il riccio ha abitudini solitarie e scontrose, tende ad evitare i contatti con quelli della sua specie e se ne allontana sentendo la loro presenza con l’udito o l’olfatto. In caso di contatto tra di loro i ricci non disdegnano lo scontro diretto, che viene risolto in base alle dimensioni ed all’età degli esemplari. Se invece il riccio sente avvicinarsi un estraneo va subito in allerta, si blocca e drizza gli aculei sul dorso, scoraggiando il nemico. Unico nemico contro cui non ha scampo è la volpe che riesce, spargendogli addosso le sue urine, a farlo uscire dal suo “appallottolamento”. In media il riccio raggiunge i 3/5 anni di età, ma può raggiungere i 10 anni in assenza di pericoli e soprattutto se lontano dai pericoli delle strade.

Se si “incontra” un riccio sappiamo che non è possibile tenerlo. Nei casi di necessità, si raccoglie delicatamente con un paio di guanti, lo si  mette in una scatola con accanto una borsa di acqua e si affida alle cure di un Centro Recupero Animali Selvatici.



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